Se il capitolo precedente ha suscitato diverse polemiche – per via del ritmo lento e per la mancanza di presunte emozioni forti ndr -, in questo nuovo lavoro si registra un netto miglioramento ed è evidente che le emozioni non manchino.

locandinapg6Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte II” inizia subito con una Katniss (Jennifer Lawrence) ancora impegnata a riprendersi dal tentativo di strangolamento di Peeta (Josh Hutcherson), anch’egli in lenta ripresa dagli effetti delle torture subite a Capitol City che gli hanno modificato il ricordo di Katniss. L’armata ribelle, nel frattempo, sta pianificando un attacco al Distretto 2 che fornisce le armi a Capitol City e Katniss e, nonostante le passate vicissitudini, vuole di nuovo tornare sul campo di battaglia per prendere la testa del Presidente Snow (Donald Sutherland). Snow non è però l’unica persona di cui Katniss deve preoccuparsi: durante la sua marcia di avvicinamento alla capitale si insinuano in lei dubbi sull’onestà e l’integrità delle azioni del capo dei ribelli Alma Coin (Julianne Moore).

Rispetto al capitolo precedente la sceneggiatura propone numerose scene d’azione che donano al film un ottimo ritmo e sono ben alternate a quelle più introspettive in cui Katniss riflette molto sul triangolo amoroso tra lei, Peeta e Gale (Liam Hemsworth). Tornando alle scene d’azione, quella più avvincente è ambientata nelle fogne di Capitol City dove la paura dei personaggi è davvero palpabile e nei combattimenti si ha l’impressione che chiunque possa trovare la morte. La sensazione è generata dal ritmo frenetico delle scene nelle quali lo spettatore non percepisce immediatamente la gravità di quello che accade.

Da annoverare è l’alta fedeltà al romanzo, interi dialoghi sono riportati testualmente e ciò farà certamente piacere ai fans di questa saga. La storia, inoltre, scorre in maniera fluida con svolte narrative tutt’altro che scontate.

In questo ultimo capitolo – a cui si è ispirata la saga post-apocalittica – risaltano con evidenza le critiche che l’autrice dei romanzi, Suzanne Collins, rivolge alla società contemporanea. Non sempre gli insorti si dimostrano migliori del regime che hanno rovesciato.

"Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II"Katniss, turbata dal conflitto oltre che segnata nell’animo, si sente cambiata intimamente. Ha preso finalmente coscienza delle sue reali capacità e della sua forza. Si trasformerà, suo malgrado e vittima casuale degli eventi, da iniziale pedina (usata prima da Snow e poi dalla Coin) a protagonista nella rivoluzione. Il profilo di Katniss non rappresenta certamente lo stereotipo dell’eroe a tutto tondo ed emergono invece, con forza, tutti i suoi valori umani. Lei è infatti una ragazza semplice e in quanto tale può sbagliare e prendere anche delle decisioni discutibili (dettate anche dalle emozioni provate in quel momento). Non è mai interessata alla gloria e al potere ma vuole soltanto vivere in tranquillità nella sua casa con i suoi cari. Questa aspettativa viene rimarcata molto in un finale agrodolce che chiude degnamente questa appassionante saga post-apocalittica.

Jennifer Lawrence si rivela a suo agio nei panni di Katniss anche in questo ultimo film, soprattutto nei momenti in cui sembra più scossa. Non era certo facile rendere interessante ed accattivante un personaggio di tale spessore.


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