Guardare il mare ci rende sereni- Rubrica Interattiva “Pillole di Pedagogia”

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Mi scrivono chiedendomi se è la voglia di vacanze il motivo per cui il solo guardare il mare fa sentire meglio le persone.

La connessione tra cervello e mare è più profonda di quanto si possa immaginare:

Diversi studiosi sostengono che davanti alle distese d’acqua la mente produce quelle sostanze chimiche che originano serenità e felicità. È come se l’acqua in noi risvegliasse uno stato emotivo primordiale che inibisce la nostra parte razionale, per consegnarci a una dimensione ludica primitiva. Qualcosa che ha a che fare con l’ecologia della mente teorizzata da Gregory Bateson per cui lo stato psicologico degli individui è da mettere sempre in relazione con l’ambiente in cui sono immersi. Lo scienziato Wallace J. Nichols, autore del best seller Blue Mind, ha indagato sulla questione spaziando dalla biologia marina alle neuro scienze, fino all’economia.

Vicino all’acqua la nostra mente induce la produzione delle sostanze chimiche alla base di emozioni come felicità, eccitazione e serenità. Basta solo guardare una distesa d’acqua per innalzare il livello base del nostro stato di benessere. Grazie ad attività dinamiche come il surf o l’apnea siamo in grado di produrre, in maniera del tutto naturale, un cocktail di dopamina-endorfine-adrenalina (principi attivi alla base di alcune droghe) che agisce direttamente sulla parte del cervello deputata al piacere.

L’esposizione alle onde elettromagnetiche, che danno il colore blu, regola il nostro ciclo ormonale e il ritmo sonno/veglia, producendo benefìci effetti sul piano cognitivo ed emozionale. Sono solo alcune evidenze di una ricerca multidisciplinare tuttora in corso che porta a individuare uno stato leggermente meditativo caratterizzato da calma, serenità, armonia, e da un senso di generale felicità e soddisfazione nei confronti della vita nell’istante presente, che si attiva quando siamo in prossimità dell’acqua.

Tra gli esseri umani e l’acqua, quindi, sembra che ci sia una base ancestrale e profonda per cui, soprattutto d’estate, tutti noi di fronte all’acqua sentiamo un richiamo collettivo a cui non possiamo resistere. Sensazioni intime, personali, di cui godiamo grazie al nostro rapporto esclusivo e privilegiato con il mare.

Tra i primi a comprendere quanto fosse importante riuscire a diffondere questa consapevolezza è stato un team di Google, che con il progetto Ocean ha creato la più straordinaria mappatura degli oceani con l’idea che il loro mappamondo Google earth fosse uno strumento efficace anche per diffondere la conoscenza e la comprensione degli oceani.

Che sia da vicino, con un tuffo in mare rigenerante, o da lontano magari scrutando l’orizzonte mentre si fa una passeggiata lungo un sentiero, mantenere vivo il nostro rapporto con l’acqua è fondamentale. Ci ricorda qualcosa di noi che abbiamo rimosso, ci racconta qualcosa del pianeta in cui viviamo.

“Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice” (Jean-Claude Izzo- Romanziere)

Inviate i vostri quesiti a valeria.dellaporta@gmail.com

*Valeria Della Porta -Pedagogista Esperto in Criminologia, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Progettazione Sociale. Consigliere Regionale Campano APEI (Ass. Pedagogisti Educatori Italiani). Mediatore Familiare e dei Conflitti Interpersonali AIMeF (Ass. Italiana Mediatori Familiari). Consulente Genitoriale e di Coppia. HR- Selezione e Reclutamento del personale, Formazione e Orientamento al Lavoro. Consulente di Marketing e Comunicazione, Gestione e intermediazione di Servizi.


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