Dopo i goal di Maradona, le magie di Hamsik, Lavezzi e Cavani negli anni passati, Napoli riabbraccia nuovamente un vero bomber d’area di rigore : Gonzalo Higuain. primaArgentino come il Pipe de Oro, El Pipita, un nomignolo simpatico, che indica un ragazzo scaltro, un furbetto, fu dato ad Higuain solo ed esclusivamente per un fattore ereditario: il padre del calciatore argentino, Jorge Higuain, giocava a calcio e, a causa del suo naso “importante” era chiamato El Pipa, così il figlio Gonzalo ha ereditato la versione più aggraziata di questo appellativo, El Pipita. Il 14 maggio scorso, all’ultima giornata di campionato, il Napoli ha sconfitto il Frosinone per 4-0.

Il record raggiunto

Un traguardo importante che ha consentito ai ragazzi di mister Sarri di raggiungere un posto diretto ai gironi della prossima UEFA Champions League. Sotto un acquazzone che ha fatto da cornice ad un’atipica notte di maggio, il bomber argentino realizza una tripletta che gli ha consentito di raggiungere quota 36 reti e battere il record di segnature che da 60 anni apparteneva a Gunnar Nordhal, 35 goal nel 1949-1950.seconda Un record praticamente inarrivabile considerando che negli ultimi 65 anni soltanto Angelillo e Toni erano riusciti a superare quota 30 goal in campionato. Con un ritmo pazzesco l’attaccante del Napoli, spinto dal grande pubblico partenopeo e dall’entusiasmo del gioco della squadra azzurra, ha praticamente riscritto un pezzo di storia del campionato di Serie A. Una storia quella di Higuain che parte da molto lontano.

La storia di Gonzalo Higuain

Classe 1987, Gonzalo nasce in Bretagna, Francia, Brest per la precisione, durante l’unica avventura calcistica fuori dall’Argentina del padre Jorge Higuain, “El Pipa”. terzaGonzalo ha avuto un’infanzia agiata, figlio di un calciatore professionista e di una pittrice “Zacarias”. Non è il prototipo del ragazzino delle “villas miseria”, ovvero il tipico agglomerato di baracche dei sobborghi argentini. È cresciuto invece con l’amore dei genitori, a pane, calcio ed arte. Un amore che invece non è sbocciato una volta arrivato a Madrid dal River Plate, con l’etichetta di prossimo crack del calcio mondiale, e con la benedizione di Diego Maradona. Con 107 gol in 191 partite, in realtà la sua esperienza alle merengues non è stata del tutto negativa. Nella stagione 2009-2010 segna addirittura di più del nuovo numero 9 del Madrid, un certo Ronaldo, Cristiano, piazzandosi secondo nella classifica marcatori spagnola dietro solo all’extra-terrestre. Da quella stagione in poi però, il rapporto di Higuain con la società del patron Florentino Perez non è, e non sarà più lo stesso. Segna, tanto, ma spesso e volentieri entrando dalla panchina, a gara già risolta. Si capisce che non è più lui il centro del progetto, tutti gli allenatori del Real non lo vedono praticamente mai, favorendogli prima Raul e Van Nisterlooy, entrambi a fine carriera, e dopo Benzema che a volte cammina, mentre Gonzalo corre, veloce.

L’approdo al Napoli

Nell’estate del 2013 lascerà Madrid dopo sei anni ed una valanga di gol. Gonzalo Higuain arriva al Napoli per la cifra record di circa 40 milioni. La gente lo ama fin da subito e lui, il “Pipita” è l’asso scelto per rimpiazzare uno dei più prolifici giocatori della storia del Napoli, “El Matador” Edinson Cavani.

Supporters of Napoli welcome Argentinian soccer player Gonzalo Higuain upon his arrival at Rome's Fiumicino Airport, Italy, 24 July 2013. The Argentinian forward, 25, is due to do a medical for his big-money transfer to Italian side Napoli from Real Madrid. ANSA/ TELENEWS

Higuain sbarca all’aeroporto di Capodichino dove ad attenderlo c’è un bagno di folla difficilmente immaginabile, anche da chi, come lui, voleva essere semplicemente amato. La sua prima stagione è buona, ma non indimenticabile, Higuain fatica a trovare la via del gol con costanza, seppur le sue prestazioni lascino intravedere tutta la classe di una bomber. Poi qualcosa cambia, il Napoli cambia. Dopo la cocente uscita dalla Champions League nel 2013/2014 in un girone impossibile con Arsenal, Borussia Dortmund e Marsiglia, il Napoli pur totalizzando 12 punti non riesce ad accedere agli ottavi di finale. Il secondo anno, dopo l’ennesimo scivolone europeo della squadra allenata allora da Rafa Benitez, il Pipita diventa per sua sfortuna protagonista del mancato approdo in Champions dei partenopei per mano della Lazio che nell’ultimo match di campionato al San Paolo, in un vero e proprio spareggio, sbaglia, calciando alle stelle, un rigore che poi spianerà la strada alla squadra capitolina che poi vincerà per 4-2. Tutto resettato o quasi in questa stagione appena conclusa, con il Napoli che termina al secondo posto in classifica, approdo in Champions diretto senza dover ricorrere ai preliminari e record di goal assoluto in Serie A. Unico rimpianto, quello scudetto cosi’ maledettamente vicino a gennaio eppure forse ancora inaccessibile ad oggi ad un Napoli che deve accettare ancora una volta, l’ennesima stagione da applausi della Juventus di Max Allegri.


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