G7. Siamo sicuri che siano soltanto Sette?

Il vertice dei Grandi della Terra, un tempo G8 ed oggi abbreviato in G7, avrà luogo tra una settimana nella città di Taormina, in Sicilia. I rappresentanti di 7 espressioni dell’emisfero settentrionale sono attesi per il summit.

Saranno presenti: il primo ministro canadese Trudeau, il presidente della repubblica francese, il neo eletto Macron, la cancelliera Angela Merkel, il primo ministro giapponese Shinzō Abe, il primo ministro britannico Theresa May, il presidente degli Stati Uniti Trump e le rappresentanze comunitarie, il presidente della Commissione Junker ed il presidente del Consiglio UE Tusk. Paolo Gentiloni farà gli onori di casa. Tra gli invitati compare anche il presidente tunisino Beji Caid Essebsi.

Il programma dell’evento era stato già presentato da Matteo Renzi nel corso del 2016. La scelta della città di Taormina è stata giustificata dalla messa in discussione del pregiudizio causato dalla criminalità organizzata e dagli eventi degli ultimi anni legati alle ondate migratorie.

L’evento era stato preceduto da altri vertici, che hanno avuto luogo sul territorio italiano e che hanno interessato i Ministeri rispettivamente di Cultura (Firenze), Energia (Roma) ed Esteri (Lucca). Pochi giorni fa si è concluso anche il summit sulle Finanze a Bari. Seguiranno altri appuntamenti a Bologna, Cagliari, Torino, Bergamo ed, infine, Milano, per poi tornare a Taormina il 25 Novembre, chiudendo il 2017.Protesta contro G7 a Taormina

Nelle ultime ore è stato proclamato lo stop agli sbarchi e si sta ipotizzando un piano anti-hacker. Sabato 13 ha avuto luogo la prima assemblea pubblica della Rete No G7, a cui ha aderito anche il comitato No Muos. Presso l’ospedale di Taormina, per due giorni non sarà possibile effettuare accertamenti, visite e ricoveri. Una dura notizia da dover digerire, soprattutto per chi pensava che questo evento avrebbe smosso le acque verso un miglioramento ma “…assistiamo a una grossa pantomima se consideriamo che interventi e assistenze vengono fatte con superficialità, senza pensare alle conseguenze” – secondo Stefano Passarello, segretario provinciale UIL FLP.

G7L’esperienza del G7 affonda le sue radici nel lontano 1975 a Rambouillet: il primo degli incontri di confronto e coordinamento avvenne in occasione dello shock petrolifero del 1973-74. Nelle intime stanze, i capi di stato e di governo concordavano l’agenda politica. Il nemico comune, anche quest’anno, è il protezionismo.

Forse, tra le altre cose, il deficit democratico in termini di partecipazione popolare è quanto di più ferocemente contestato. I movimenti e le assemblee pubbliche rimproverano ai vertici di stato il disinteresse nei confronti di ciò che avviene tra le strade e nelle piazze, insomma, esattamente fuori da quelle stanze in cui viene esercitato il potere decisionale. Eventi come il G7 si sono consolidati negli anni, traducendosi in originali esperienze locali che hanno creato rancori e risentimenti nei confronti della rappresentanza politica: sarebbe il caso di citare la convention che ogni anno viene organizzata nella ex stazione fiorentina della Leopolda, un red carpet per l’establishment del Partito Democratico.

Pochi giorni fa a Bari i manifestanti hanno marciato civilmente tra le piazze, eppure questo non è bastato. Una fake news ha causato accertamenti e paura per l’arrivo dei famigerati black block, delle ambulanze-bomba e degli assaltatori. Niente di tutto ciò, però, ha avuto luogo. Addirittura, l’evento organizzato dalla Rete Molti Più di Sette, che ha riunito in una discussione orizzontale movimenti, organizzazioni sociali e realtà attive sul territorio, ha gettato le basi per la costruzione di un Altro Vertice:

G7 - Molti più di 7«Continuiamo a credere che le vite delle persone vengano prima dei profitti, che la possibilità di ognuno di incidere sul proprio futuro sia più importante degli interessi delle multinazionali, che a partire dalla conquista della democrazia partirà il riscatto dei popoli sfruttati, per un altro mondo possibile, fondato sulla giustizia sociale e sui diritti per tutti. Siamo molti più di 7 e sul nostro futuro decidiamo noi!»


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