Sono profondamente convinto che Raymond Craver si stato un maestro nella manipolazione dell’istanza narrativa: i suoi racconti stanno alla letteratura come i corto al cinema.

Loc-FiglidiMedea-SLo short è un format cinematografico che, in genere, non supera mai i 30 minuti, tempo nel quale lo sviluppo narrativo si arma di sintesi espressiva e di assoluto mestiere. Un prodotto non facile da realizzare, come ben sanno i registi navigati, e costruire un buon cortometraggio comporta la perfetta conoscenza dei mezzi a disposizione, delle tecniche narrative, della capacità di riassumere in poche inquadrature delle situazioni che dovranno risultare efficaci e rappresentative. Può sembrare paradossale ma, scrivere una sceneggiatura e dirigere un cortometraggio efficace, presuppone la necessità di padroneggiare le tecniche e il racconto meglio di chi si dedica a prodotti di più ampio respiro. Per questo, si può senza dubbio affermare che chi sa scrivere un corto, in realtà, sa scrivere qualunque cosa.

È il caso di Mauro Di Rosa, sceneggiatore e regista, che racconta nel film  la storia di un peccato originale che tutti gli abitanti del quartiere Medea si sono assunti solo per il fatto di essere nati lì.

Una storia fitta di zone d’ombra e di loquaci silenzi, che avvolge i personaggi così come accade a ognuno di noi. Sullo schermo si riassumono riferimenti casuali a una vita concreta che ci attanaglia: tutto è preso dalla realtà, la macchina da presa del regista filma eventi che non possono lasciarci indifferenti.Frame 14In questo non luogo, a metà tra un carcere senza sbarre e un labirinto senza mura, un filo invisibile lega tante storie: il sentimento della speranza che, come dice il protagonista Michele all’inizio del corto è “l’ultimo eroe prima della rassegnazione”.

Il plot è scorrevole, l’intreccio è trasversalmente giusto senza iperboliche sovrapposizioni e l’istanza narrativa assolta.

Frame 6“Figli di Medea” [durata: 26 Minuti – genere: drammatico ndr] è stato realizzato col Patrocinio della Film Commission Regione Campania e finanziato in crowdfunding. Il film è prodotto da En Art, associazione culturale nata nel 2012 che nel corso del tempo si è contraddistinta per i suoi lavori a forte impatto sociale sia in ambito cinematografico che teatrale. Tra le produzioni più importanti che hanno riscosso grande consenso sia da parte della critica che del pubblico, ricordiamo “Turno di Notte”, “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli e “Terra”.


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