di Maria Cristina Orga

È stato presentato ieri, venerdì 1 luglio, alla libreria Vocali di via Roma a Portici, l’ultimo libro consegnato alle stampe da Vito Nocera. Un pamphlet snello e maneggevole, sulle ragioni che hanno indotto Antonio Bassolino a presentare la propria candidatura alle primarie del Partito Democratico  che hanno anticipato la consultazione elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Napoli, conclusa con la riconferma del sindaco uscente Luigi de Magistris.

IMG_5308A ragionare della Fenomenologia insieme all’autore due ex sindaci: l’on. Luisa Bossa, già prima cittadina di Ercolano e Leopoldo Spedaliere, che ha speso a Portici la sua esperienza di amministratore di un territorio “sensibile”.

Con loro Mimmo Pinto e Diomede Gersone: voci fuori dal coro, nell’occasione, per un controcanto dagli interessanti spunti di riflessione.

All’autore abbiamo chiesto come è nato e a chi si rivolge questo libro:

“Fenomenologia di una candidatura si rivolge a coloro che hanno ancora voglia di riflettere insieme. L’idea è partita dall’esperienza che abbiamo fatto con Bassolino ed altri amici girando nei quartieri di Napoli durante le settimane precedenti le primarie. Un’esperienza che ha rappresentato un momento di aggregazione molto interessante: persone diverse per cultura e ceto sociale si sono ritrovati su una posizione minoritaria né autoritaria, né populista, con l’idea di mettere insieme i pezzi migliori di una città che si interroga e si ritrova per cercare soluzioni condivise e realmente efficaci…sono stati giorni intensi e illuminanti, che hanno dimostrato che c’è ancora nei cittadini voglia di politica fatta bene e che si può fermare questo vento di disaffezione e di qualunquismo che attraversa non solo l’Italia in questi tempi, ma tutta l’Europa. Mi è sembrata un’esperienza da conservare e da condividere. Il tentativo di Bassolino è stato politicamente forte. Se fosse riuscito a superare gli ostacoli interni al partito e ad arrivare al confronto con de Magistris, la competizione sarebbe stata diversa, più interessante, non solo, più vera e ricca di contenuti e di impegni concreti senz’altro. E anche se Bassolino non fosse riuscito a strappare al sindaco uscente la poltrona di palazzo San Giacomo, l’avrebbe certo costretto ad impegnarsi nell’elaborazione di un programma di livello più elevato. Avrebbe comunque fatto qualcosa di utile per la città. L’idea del libro era partita da questa determinazione e quindi aver dovuto abbozzare rispetto a quello che è successo…non è stato piacevole.”

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Ma cos’è che non ha funzionato alle primarie?

“Beh… sarebbe facile dire che qualcuno ha forzato… lo accenno anche nel libro…ma io credo in maniera molto marginale. Alla fine sono convinto che succede ciò che deve succedere. Napoli in questo momento è una città priva di un baricentro sociale autentico, o lo ha smarrito. È una città complicata in cui c’è una forte ripresa, anche in termini nuovi, di criminalità, una città in fibrillazione che non ha più gli slanci sociali e civili degli scorsi decenni, non era la città che poteva concretizzare il risultato che avevamo auspicato. Tuttavia la battaglia andava combattuta e la storia andava raccontata.”

Quindi la battaglia continua attraverso il libro?

“Continua, non solo per quel che riguarda le sorti di Napoli. Penso che la vicenda Napoli rappresenti bene il momento di smarrimento che sta attraversando la coscienza dei cittadini italiani e un po’ tutta l’Europa e possa pertanto offrire interessanti spunti di riflessione.” 


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