Felice Cavaliere, opinioni di un concertista

di Vincenzo Volpe

Il maestro Felice Cavaliere ci sottopone un curriculum stupefacente, quasi imbarazzante direi, per l’esperienza accumulata e per la qualità eccellente delle attività cui sinora si è dedicato. Formazione umanistica da massimo dei voti e promotore della nota ed apprezzata Accademia Jacopo Napoli di Cava de’ Tirreni.  È il direttore artistico di Artis International che organizza ogni anno, in collaborazione con la Catholic University of America di Washington, il Festival Musicale Internazionale “Amalfi Coast Music Festival” e, negli Stati Uniti, la Rassegna concertistica “Ravello in America”.

Mantiene, ovviamente, vivo il rapporto con lo strumento. È concertista come pianista, cembalista, direttore di coro e d’orchestra in Italia, Spagna, Polonia, Francia e  Stati Uniti. E poi ancora con l’Orchestra della Camerata Romanica di Radio Cluj (Romania), l’Ensemble Millennium di Tirana, la Liebigschule Orchestra di Giessen (Germania) e quella della Radiotelevisione Moldava, registrando per RAI, BBC e Radio Vaticana. È docente al Conservatorio di musica “G. da Venosa” di Potenza.

Il maestro  ha un legame intimo con la città di Cava de’ Tirreni, cucito a doppio filo. La cosa ci incuriosisce tanto da rimanere in loco e ragionare di quello che accade nell’enclave cavese e viene spontaneo chiedergli dettagli sulla salute dei corsi di perfezionamento che si tengono annualmente a Cava e che sono giunti alla 28esima edizione

JACOPO NAPOLI

Qual è il bilancio ad oggi?
«Il bilancio è certamente positivo e questo è il motivo per il quale, sia pure fra tante difficoltà, continuiamo ad organizzare. Oggi i musicisti affermati che hanno perfezionato i loro studi qui a Cava, spesso per diverse annualità, sono così numerosi che è impossibile nominarli. Molti di loro insegnano in Conservatorio, tanti hanno intrapreso una brillante carriera concertistica, altri sono docenti in prestigiose Istituzioni estere. Ma il lato positivo non riguarda esclusivamente la formazione artistica dei partecipanti: i Corsi hanno sempre evidenziato una importante valenza sotto il profilo sociale ed hanno contribuito a promuovere le attività musicali sul territorio. »

Ci sono state delle variazioni nella “formula”?
«Nelle prime edizioni i concerti erano riservati esclusivamente ai docenti e corsisti. Negli ultimi anni, sostanzialmente, la  formula è la stessa: lezioni individuali, incontri di musica da camera, esibizione di docenti, di concertisti ospiti e largo spazio alle esecuzioni dei corsisti che si sono distinti. L’interesse è lievitato e l’impatto con la città è decisamente forte, anche dal punto di vista della promozione turistica.»

Quali ritiene esser state le edizioni più fortunate?
«Difficile rispondere, perché le motivazioni sono varie. Dal punto di vista del numero dei partecipanti, per esempio, certamente l’edizione di tre anni fa. Una decina di anni fa, altro esempio, un finanziamento regionale  –  ahimè assolutamente accidentale – ci consentì di allestire un cartellone di concerti di grande qualità.»

Abbiamo appreso che il corso è frequentato da allievi provenienti da ogni parte del mondo, soprattutto da Cina, Giappone e Spagna: una manna per far crescere il prestigio di cava. C’è consapevolezza di questo da parte dei cittadini e degli amministratori?
«Effettivamente, dopo tanti anni  di attività il raggio d’azione delle attività di formazione promosse dall’Accademia risulta di livello internazionale. Quest’anno abbiamo partecipanti provenienti da Dubai, dal Giappone, dalla Cina. Sono convinto che di tale fatto sia i cittadini che gli amministratori siano consapevoli.»

Se dovessimo analizzarne il peso specifico, saprebbe indicarmi quali sono i punti di forza e di debolezza dell’Accademia?
«Il punto forte, sostenuto dal fatto che siamo docenti convinti dell’importanza della musica nella formazione dell’individuo e che ci muove in primis la passione, è che curiamo tutti i dettagli per rendere non solo proficuo ma anche piacevole il soggiorno a Cava. Il lato debole e dolente sono le risorse finanziarie sempre limitate e non sufficienti per competere dal punto di vista ricettivo e di accoglienza  con altre realtà. Pensi che l’ostello della gioventù di Cava è chiuso da anni e che la città ancora non è dotata di un Teatro.»

Un pensiero personale sulle scuole musicali italiane e sulla didattica?
«È una domanda complessa che meriterebbe una risposta molto articolata, appare evidente che ogni pensiero ed opinione fa riferimento alla riforma degli studi musicali in Italia che è ancora tutta da capire e da attuare.»

commissione accademia jacopo napoli


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