Matricola 13870, 52 anni di storia eppure poche, pochissime speranze di sopravvivere. È l’amara sorte che potrebbe toccare all’Audax Salerno, una delle società di calcio più antiche della Campania e che ad oggi milita nel girone F del campionato di Prima Categoria regionale.
La compagine salernitana al momento è ferma a 36 punti, quarto posto in classifica ed in piena corsa per l’accesso alla fase play – off prevista dal regolamento. Una storia che evidenzia nel palmares societario una salvezza, una finale play-off persa ed una lotta al titolo interrotta sul più bello. Numeri che possono sembrare semplici se equiparati ai ben più noti campionati professionistici ma che rappresentano invece un vero e proprio record per un sodalizio sportivo locale.

Cosa è accaduto?

Anche quest’anno, dopo un mercato estivo che ha perlopiù confermato quasi la stessa rosa della scorsa stagione, l’Audax si apprestava a contendersi un ruolo da protagonista in campionato sperando di raggiungere risultati positivi e soddisfacenti quanto prima. Tutto normale e tutto lecito fino allo scorso 6 marzo quando, in occasione del delicatissimo match contro l’Honveed Coperchia, la società si è ritrovata a fare i conti con un’importante esposizione debitoria nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio – Comitato Campania per cui non è stato possibile far disputare il match. Da regolamento la gara è stata persa 0-3 a tavolino, amaro risvolto di una vicenda che però ha fatto scattare nella mente dei calciatori, un desiderio di rivalsa contro questa situazione.

L’iniziativa dei calciatori

Tutti infatti, dopo l’increscioso episodio, si sono tuffati sui vari social network, in particolare sulla pagina Facebook dell’Audax Salerno, per esprimere il proprio disappunto verso questa situazione, ma soprattutto per cercare di salvare in termini economici la società, attraverso donazioni di cittadini, amanti dello sport e fedeli sostenitori di questi storici colori. L’hashtag #SAVEAUDAX ha fatto subito il giro del web tanto da attirare l’attenzione di personaggi dello sport e del giornalismo nazionale come Maurizio Compagnoni, telecronista di Sky Sport, che ha condiviso i vari post pubblicati.

La lettera della squadra

“Ci troviamo ad affrontare una questione più grande di noi; la razionalità ci spingerebbe a mollare ma la passione ci porta a lottare; non è nostro interesse indagare sul come e sul perché questa situazione si sia venuta a creare, non è nostra intenzione trovare i colpevoli o i responsabili, il nostro obiettivo è unico: Rispettare le regole, pagare quanto dovuto e continuare a sognare. Dobbiamo provare a sanare il debito residuo, portare a termine la stagione ed evitare di cancellare in un sol colpo 52 anni di storia calcistica salernitana”. 

Questo uno stralcio delle parole scritte, in un lungo comunicato, a firma di tutta la rosa dell’Audax Salerno e seguito subito da una lunghissima scia di commenti e “like” da parte di sostenitori, sportivi, avversari e semplici amanti del calcio. La battaglia dell’Audax Salerno è appena cominciata e sembra davvero che abbia già raggiunto un alto livello di solidarietà e condivisione.

Il calcio come fenomeno di aggregazione sociale

Spesso il calcio in queste categorie, fa riemergere nuovamente i sogni, le aspirazioni e i desideri pregressi di chi, per svariati motivi, non ha potuto coltivare fino in fondo il sogno di “sfondare” in questo magnifico sport. Chi per infortunio, chi per motivi lavorativi o altre problematiche di vario genere, ripongono nell’Audax, cosi’ come in altre simili società, la speranza di ritrovare nuovamente quella gioia di correre dietro ad un pallone, di sorridere anche dopo una sconfitta e di riunirsi a cena al termine degli allenamenti.
Un vero fulcro d’aggregazione sociale che spesso stacca la spina dalla quotidianità del lavoro o dell’ozio di qualsiasi individuo proiettandolo su un rettangolo verde di periferia che agli occhi di tutti, in quel momento, sembra San Siro.


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