A due giorni dalla sfida valida per i quarti di finale degli europei 2016 contro la Germania, sono ancora vive le emozioni e la gioia degli italiani per la vittoria ottenuta agli ottavi contro la Spagna. I campioni in carica infatti hanno dovuto arrendersi ad un’Italia spietata che ha asfaltato sotto tutti i punti di vista la squadra di Del Bosque. Un gol per tempo, prima Chiellini e poi Pellè al minuto 91, hanno unito un intero Paese che si è stretto intorno a questa nazionale che forse all’inizio, è stata fin troppo criticata. Polemiche a parte, Antonio Conte, nella sfida contro gli spagnoli, ha dimostrato che spesso i nomi non sono tutto, ma la fantasia, l’intelligenza e le strategie tattiche spesso sono fondamentali.

La forza degli azzurri

L’Italia scesa in campo contro le ormai ex fuori rosse, è sembrata fin da subito spietata e affamata, senza alcun timore, proprio come il suo condottiero Conte che non ha mai smesso di incitare i suoi per tutto l’arco della gara. Una vittoria contro la Spagna che mancava dai Campionati del mondo di Usa ’94. foto 2Ma che soprattutto rivendica la sconfitta proprio nella finale degli ultimi europei nel 2012 e quella ai calci di rigore nel 2008. Dal muro difensivo, la cosiddetta “BBBC”, formata da Buffon, Bonucci, Barzagli e Chiellini, passando per il centrocampo, con un sontuoso De Rossi e gli instancabili Giaccherini e Parolo, coadiuvati sulla fasce da De Sciglio e Florenzi, gli azzurri visti contro la Spagna, hanno servito al meglio le due punte Eder e Pellè. Mai infatti, dall’inizio degli europei, i due attaccanti sono sembrati così affiatati. Un’intesa magnifica, sempre precisi e pronti a non concedere punti di riferimento con Eder che ruotava continuamente alle spalle dell’attaccante salentino, formidabile sulle sponde aeree. Un gioco che a tratti ha ricordato quello mostrato nel primo anno di Conte alla Juventus, con una squadra non proprio formidabile, ma pronta a correre su ogni palla.

I rimpianti di Conte

Il ct, al termine della sfida contro gli spagnoli, ha fatto trapelare un certo rimorso per la scelta, forse fin troppo affrettata, di lasciare la guida della nazionale per accasarsi ad un club, il Chelsea. Ha però rimarcato più volte la volontà di ritornare quanto prima sulla panchina tricolore per cercare di vincere la Coppa del Mondo. foto 1Un futuro che però, ad oggi, vedrà finire la sua avventura con l’Italia, affidata ufficialmente a Giampiero Ventura. Il presente però, parla ancora di Conte, uomo spogliatoio, uomo squadra e uomo copertina di una nazionale rabbiosa e vincente proprio come lui.

Testa alla Germania campione del mondo

La sfida alla Germania nei quarti di finale sarà un vero appuntamento con la storia. I tedeschi infatti, con in testa ancora la sconfitta rimediata contro gli azzurri in semifinale nei mondiali vinti dall’Italia nel 2006 e quella sempre in semifinale, ma a Versavia negli europei 2012, hanno voglia di riscatto. foto 3Le due compagini si sono però affrontate proprio prima dell’europeo francese, con la squadra di Loew che si è imposta per 4-1. Non bisogna temerli, non bisogna concedere spazi e ripartenze ad una nazionale che fa della solidità e dell’imprevedibilità del reparto offensivo il suo punto di forza. Sognando ancora la Tour Effeil illuminata con i colori del nostro tricolore, un’intero Paese fa il tifo per questi ragazzi che, comunque vada, ci hanno fatto vivere con passione e partecipazione un europeo vissuto sempre in prima linea.


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