Elementi educativi della Festa della Madonna delle Galline – Rubrica interattiva “Pillole di Pedagogia”

Domenica 23 Aprile, si festeggerà l’edizione 2017 della tanto amata Festa della Madonna delle galline. Paganese di nascita, ho voluto dedicare un articolo della mia rubrica all’importanza educativa di una festa popolare come questa.

La conoscenza delle radici culturali del territorio in cui viviamo è ritenuto, anche nei piani di studio provinciali, un elemento fondamentale nel processo formativo, punto di partenza per ampliare conoscenze e stimoli per confronti culturali oggi sempre più attuali.

La Festa della Madonna delle Galline è una delle più alte rappresentazioni della cultura popolare che oggi vive nel nostro Paese e non solo. La festa può essere osservata e raccontata, nei suoi molteplici elementi naturali e/o antropizzati, oltre che con i cinque sensi, attraverso emozioni e stati d’animo.

profumi del cibo offerto in dono alla Madonna del Carmelo inebriano la città per quasi 24 ore consecutive, invitando alla scoperta di nuovi sapori i più piccini, che conserveranno il ricordo dell’associazione odori-sapori fino all’anno successivo.

Un insieme di colori, dal rosso del pomodoro al giallo dei tagliolini, dal verde dei carciofi al marrone delle polpette, che i bambini stimolando la fantasia, come dei pittori, possono mescolare a loro piacimento per creare ciascuno la propria opera d’arte di sapori.

La tammurriata, ballo popolare paganese viene tramandato da generazioni, accompagnato dal suono della tammorra, delle nacchere, del putipù e del triccheballache.

L’elemento ritmico-musicale riveste un’importanza fondamentale nella formazione dell’individuo. Nella danza si realizza una cooperazione organizzata delle nostre facoltà mentali, emotive e corporee che si traduce in azioni, la cui esperienza è della massima importanza per lo sviluppo della coordinazione, dell’armonia e della personalità.

Il canto popolare votivo favorisce la formazione di sfumature sulla melodia inizialmente imparata. Passando di bocca in bocca, sia le parole che la melodia possono venir cambiate dagli esecutori anche in maniera molto radicale. Non c’è quindi un autore unico, ma una specie di creazione collettiva e così, anche se composta da un autore ben preciso, diventa popolare nel momento in cui viene assimilata e modificata dalla collettività. In questo modo non esiste una versione originale ma tante varianti diverse e, in un certo senso, ogni variante è l’originale ed ogni esecutore è anche autore del brano che interpreta.

Far avvicinare i bambini ed i ragazzi al linguaggio poetico del canto popolare favorisce il confronto con il vissuto interiore e con le potenziali capacità fantastiche e creative insite in ogni persona.

Non vi resta che scoprire o riscoprire questa festa popolare recandovi a Pagani, in provincia di Salerno, assieme ai vostri bambini, per far rivivere la magia dell’incontro con il passato, un passato che rivive nel presente donandogli un’aurea di gioiosa sacralità.

Inviate i vostri quesiti a valeria.dellaporta@gmail.com

*Valeria Della Porta -Pedagogista Esperto in Criminologia, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Progettazione Sociale. Consigliere Regionale Campano APEI (Ass. Pedagogisti Educatori Italiani). Mediatore Familiare e dei Conflitti Interpersonali AIMeF (Ass. Italiana Mediatori Familiari). Consulente Genitoriale e di Coppia. HR- Selezione e Reclutamento del personale, Formazione e Orientamento al Lavoro. Consulente di Marketing e Comunicazione, Gestione e intermediazione di Servizi.


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