Edizioni Ordinarie, il libro di Rosaria Zizzo per non dimenticare che la mafia vive

di Davide Speranza

Cava de’Tirreni (SA) – <<La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità>>. Le parole di Paolo Borsellino vivono ancora oggi, parole che osservano, ci seguono. Il paese Italia stabilisce, di anno in anno, una distanza pericolosa tra se stesso e quelle parole. Perché alla lunga, si rischia di far cadere il termine “mafia” in un disastroso oblio storico, linguistico, etimologico, semantico e, soprattutto, sociale.

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Rosaria Zizzo

Ecco allora che eventi come quello della presentazione del volume scritto da Rosaria Zizzo, “Edizioni Ordinarie” (pubblicato per Terra del Sole), diventa uno dei tanti modi per continuare a riflettere concretamente, a non dimenticare le persone che sono cadute sotto il fuoco mafioso, ad intercettare le energie positive del territorio.

L’evento (ore 19 di domenica 12 marzo) si inserisce all’interno della rassegna “..incostieraamalfitana.it di Domenica al Rodaviva” e la location è naturalmente quella del Rodaviva, il bar-libreria di Sandra Ruggiero, ormai diventato centro culturale sul metelliano e nella provincia di Salerno. Trova il patrocinio dell’Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi, in collaborazione con l’associazione Polis Sviluppo e Azione. La serata vedrà i saluti di Vincenzo Servalli (sindaco di Cava de’ Tirreni), Marzia Morricone (responsabile commissariato Polizia Cava de’ Tirreni), e gli interventi di Ciro Scarciello commerciante vittima di camorra, Luigi Leonardi imprenditore che ha detto no al racket ed è diventato testimone di giustizia, Anna Casaburi (Polis SA), Emiliano Amato (presidente Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi), Alfonso Bottone (direttore organizzativo di incostieraamalfitana.it), con la narrazione di Gabriella Iandolo e l’accompagnamento musicale di Fabrizio Ruinetti.

 

<<Il progetto nasce dal libro scritto da Rosaria – spiega il direttore artistico Bottone – un insieme di monologhi, dove compaiono personaggi come Peppino Impastato, Simonetta Lamberti, Giancarlo Siani, Emanuela Loi. Pagine molto toccanti, monologhi che danno emozioni forti. Un libro realizzato per il teatro. Anzi, con ogni probabilità cercherò di sperimentare, questa estate, la via della trasposizione teatrale>>.

 

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Nel libro, si trova il dialogo immaginario tra due giovani vittime della violenza camorristico-mafiosa, Giancarlo Siani e Peppino Impastato, che nel corso della loro breve esistenza avevano denunciato con coraggio, l’uno attraverso il giornale, l’altro attraverso la radio, i loschi affari dei camorristi e dei mafiosi, spesso macchiati di sangue. E poi le voci di Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone, e della piccola Simonetta Lamberti. Gli uomini e le donne che nelle varie ricorrenze sono solitamente ricordati senza la citazione dei loro nomi e dei loro cognomi, ma genericamente individuati come “gli uomini della scorta”. Rosaria Zizzo, docente di lingua inglese, poetessa e scrittrice, con “Edizioni Ordinarie” vuole dare questo importante messaggio alla società civile: ricordarsi di ricordare.

 

<<È fondamentale che libri come questo, vengano veicolati verso i giovani ed è importante che sia stato scritto da una docente, che lavora tra i giovani>> continua Bottone. <<Borsellino diceva che non dobbiamo mai smettere di parlare della mafia. È giusto che i ragazzi capiscano che questo è un male della nostra società>>. E sulla natura della manifestazione, il direttore artistico ricorda come incostieraamalfitana.it e l’associazione Libera abbiano formato, nel tempo, un connubio necessario. <<Ogni anno prendiamo un libro dove si racconta un testimone di mafia e i giovani sono sempre presenti agli incontri. Le scuole devono essere punto di raccolta per questi momenti di riflessione. Sui nostri territori se ne parla molto, grazie a Libera, grazie ai referenti che ha ovunque nella nostra provincia. Però credo che bisogna continuare a discuterne alimentando sempre la fiamma della legalità e della conoscenza>> conclude Bottone.


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