Qualcuno, un po’ di tempo fa, avrà sentito dire frasi come <<l’antipolitica ha stancato>> oppure <<il populismo ha le ore contate>>, e forse c’ha anche creduto. Ma, a quanto pare, le trasformazioni della “nostra” società, una società che, a dispetto di storie comuni differenti, diviene giorno dopo giorno sempre più globale, procedono repentine e – relativamente – incontrollabili. Appena 12 mesi fa nessuno avrebbe mai immaginato fenomeni solo apparentemente episodici che, nell’immaginario collettivo, hanno assunto la formulazione lapidaria di “Brexit” o di “Trump”. Ma… andiamo con ordine. Era il 9 novembre del 1989 (3^3 anni fa, per gli amanti del calendario) quando, una mattina – già in piedi ma non ancora sveglio – la mia generazione potè vedere queste immagini berlino muro 1989Per me, che non avevo 10 anni, senza comprenderne appieno il significato. In quanti, allora e dopo, hanno temuto che dietro il crollo del muro ci fosse il populismo dei magnati o delle lobbies, dei politici o dei partiti? Certo, ci sarà senz’altro stato, e avrà avuto un grosso peso, accelerando probabilmente di venti o trent’anni quel che sarebbe accaduto solo più tardi, forse solo oggi. Eppure, nella retorica “occidentale”, l’abbattimento di quel muro è stato un successo di libertà. Di più: è divenuto il simbolo dell’espiazione di un peccato originale che portavamo tutti sulle coscenze di popolo, la rimozione dello scandalo in bella mostra nel cuore d’Europa. Oggi, invece, qualcosa della medesima portata è vivacemente stigmatizzata come un fatto pericoloso e che deve essere combattuto ed arginato fin da subito. Non è (solo) attraverso la monolitica TV di Stato che il bombardamento mediatico avviene h24, ma attraverso un’infinita selva di emittenti private, oramai tutte o quasi globali grazie alla potenza del digitale. Ma solo ponendosi in precisi spiragli si può guardare la Storia al di là del bene e del male, valutare tutto con un medesimo peso e, infine, decidere da che parte stare, per travolgere con gli eventi il proprio tempo, od esserne travolti. Cosa è accaduto a sud? I tre paesi principali – Spagna, Italia e Grecia – i primi in cui il malcontento popolare ha gonfiato le vele della rivolta, sono stati normalizzati, ricondotti in un percorso di gestione delle crisi alla vecchia maniera, ed oggi in tutti e tre questi paesi c’è un esecutivo inviso al popolo che, grazie a forzature e sottorifugi, governa secondo direttive impartite da oligarche transnazionali. Tutti questi accadimenti, sebbene in apparenza molto distanti tra loro, sono in profonda e ramificata correlazione. Ed allora sedendoci su quell’oramai immaginario muro, nel cuore d’Europa, possiamo finalmente vedere che, chiuse nei feretri in cui abbiamo seppelllito le ideologie, ci sono due forze che scalpitano per tornare a sconvolgere, ancora una volta, il mondo.
In copertina: “Terzo Stato“, mia


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