Digital Fundraising Day 2017. Sostenere una causa, non soltanto a parole

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Cos’è il Fundraising? Come si declina sul versante digitale? #AroundTheCorner ha preso parte al Digital Fundraising Day 2017 che ha avuto luogo a Forlì lo scorso 21 ottobre.

Il World Giving Index 2017, report che analizza l’andamento del tasso di generosità nel mondo, ci fornisce qualche dato davvero interessante. Vengono considerate tre pratiche di dono in particolare: per aiutare uno sconosciuto, per donare fondi o diverse forme di volontariato. Il continente che ha incrementato tutti e tre i settori negli ultimi anni è l’Africa; i migliori cinque paesi su scala globale sono: Myanmar, Indonesia, Kenya, Nuova Zelanda e Stati Uniti d’America. In crescita anche il trend di Bosnia-Erzegovina e Macedonia.

Il fundraising è diffuso nel settore non-profit, da associazioni e fondazioni, ma, in parte, anche dagli enti, come gli ospedali e le università. La tecnica è utilizzata anche in ambito politico per racimolare fondi e finanziare le campagne. Nel 2011 solo il 44% dei partiti politici italiani si rivolgevano ai privati – comprendenti sia persone fisiche che giuridiche. Qualcuno all’epoca proponeva dei “bilanci di missione”, per dimostrare in che modo venissero impiegati i fondi raccolti e per affrontare il tema concretamente.

Nei paesi anglosassoni la pratica del fundraising è ampiamente riconosciuta. Sarà per il contesto politico e sociale, in cui vengono riconosciuti i meccanismi di lobbying (su cui il professor Gianfranco Macrì – Università degli Studi di Salerno – da anni basa parte della sua ricerca), come parti fondanti dell’apparato democratico, o per lo sviluppo a macchia d’olio che ha avuto il settore del non-profit negli ultimi vent’anni, comunque, quello che più comunemente potremmo tradurre con “autofinanziamento” o “raccolta fondi”, è a tutti gli effetti un settore lavorativo che rispetta l’etica professionale di colui che la esercita. Non si tratta, banalizzando, di spillare soldi ai passanti, bensì di convincere il prossimo a sostenere una causa, che spesso indossa i panni di un sussidio verso terzi, dell’aiuto umanitario e dell’interesse verso la sostenibilità ambientale, come insegnano le storie di UNHCR, International Rescue Commitee, Medici Senza Frontiere, GreenPeace.

Queste organizzazioni hanno preso parte al Digital Fundraising Day 2017, dove i medesimi temi hanno superato la tradizionale barriera dello scetticismo e si sono addentrati nel contemporaneo mondo del web, analizzando l’evoluzione di un settore che, sebbene mantenga le sue potenzialità peer-to-peer, oggi dedica parte del suo interesse alla comunicazione online. Gli ospiti che hanno preso parte all’iniziativa erano, per lo più, fundraisers che hanno approfittato dell’evento per aggiornarsi sulle ultime frontiere del digitale e per creare rete con i colleghi. Il crowfunding è stato esaminato attraverso l’attenta lente dei social media, quei potenti mezzi che mettono in connessione tutto il mondo.

Il confronto sui temi e i workshop tenuti da professionisti provenienti da tutto il mondo hanno, certamente, arricchito l’iniziativa, anche per chi, da outsider, si affacciava per curiosità ad osservare quello che si dimostra un sottovalutato ambito lavorativo.

L’Università degli Studi di Bologna, proprio nella sua sede di Forlì, ospita un Master in Fundraising, a riprova delle potenzialità che può offrire questo campo.

 


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