Diario di Borgo. Il Sigillo degli Acquaviva, di Ornella Albanese

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In questa puntata parliamo di borghi in una accezione diversa dalle altre volte, ma sempre con lo stesso filo conduttore: Ognuno di noi porta dentro di se un borgo ideale. Questo è uno dei nostri motti. Capita così di conoscere una scrittrice professionista con all’attivo  decine di romanzi, di cui una buona parte pubblicati con la blasonata Casa Editrice Mondadori, Ornella Albanese. Voi penserete, ma che ci azzecca con i borghi una scrittrice che da anni vive a Bologna, che ha vissuto periodi della sua vita all’estero con i borghi? Ornella Albanese non solo è nata a Giulianova e torna spesso nella sua  casa di famiglia nelle belle campagne del borgo di Mosciano Sant’Angelo, ma in quest’opera è passata dal Romance storico che è un po’ la sua specialità al Romanzo Storico vero e proprio. Ossia un tipo di romanzo dove l’ambientazione storica, i luoghi e i personaggi realmente esistiti hanno un ruolo importante, non sono solo sfondo ad una storia di fantasia ma ne costituiscono l’ossatura. Dimodoché si crea una alchimia magica di storia e fantasia, che restituisce al lettore una fotografia a colori di quello che erano i luoghi e i personaggi, in questo caso della Famiglia Acquaviva, ai tempi del Medioevo nel territori della Provincia di Teramo, di cui abbiamo ampie tracce negli attuali borghi.

Ornella Albanese
Ornella Albanese

Il nuovo romanzo storico di Ornella Albanese, il sigillo degli Acquaviva, è ambientato nella cosiddetta Valle Siciliana, tra Tossicia, Montorio, Isola del Gran Sasso e Atri, luogo che racchiudeva molti feudatari dell’epoca, prima dell’arrivo degli Acquaviva ad Atri e Giulianova. Un mondo Medievale attentamente ricostruito anche se il romanzo è una fiction, un romanzo di invenzione, incorniciato in un particolare momento storico. I personaggi sono inventati, almeno i principali, poi ci sono dei cammei, delle apparizioni di personaggi storici realmente esistiti, che fanno la loro comparsa nell’intreccio della storia. Molti feudatari della zona, i cui nomi sono elencati nel Catalogus Baronum,  redatto dal 1160 da Guglielmo il Malo.
L’autrice ha trovato un libro di Francesco Savini che ripropone il censimento dei feudi dell’epoca, un volume conservato alla biblioteca Vincenzo Bindi di Giulianova. Ogni borgo aveva un suo rappresentante e così compaiono nomi come Leone D’Atri, con la moglie e la figlia Foresta, il vescovo Guidi di Teramo, Gualtieri Di Aquilano, Rinaldo de Sant’Omero e molti altri.
Ornella Albanese ci ha raccontato che ha girato tanto il territorio, ha ammirato i resti del castello diroccato di Palearia, nei pressi di Isola del Gran Sasso, un luogo arroccato come un nido d’Aquila. Allo stesso modo ha individuato il poggio su cui c’era l’antica dimora, la prima roccaforte degli Acquaviva, dove si svolge la storia, seguendo le indicazioni dello storico De Bartolomei.

Una suggestiva immagine del Gran Sasso da cui origina la Valle Siciliana
Una suggestiva immagine del Gran Sasso da cui origina la cosiddetta Valle Siciliana

Il personaggio principale è Yusuf Hanifa, un guerriero saraceno già comparso come personaggio secondario in due precedenti romanzi, L’anello di ferro e L’oscuro mosaico. Torna, questo personaggio, per raccontare la sua storia, per essere svelato. E’ comunque un  romanzo autoconclusivo, che vive per se stesso e pur condividendo con gli altri romanzi i personaggi, non ha legami con loro. Nel romanzo si intreccia la storia di Yusuf con l’ipotetico padre di quel Rainaldo che fu il primo attestato Acquaviva, marito di Foresta, figlia di Leone D’Atri.

Yusuf il Saraceno
Yusuf Hanifa il Saraceno

Abbiamo chiesto a Ornella Albanese di descriverci le sue emozioni.
“Ho fatto tante presentazioni, ma l’adrenalina, l’emozione è come se fosse la prima volta. A questo libro tengo in modo particolare proprio perché riguarda l’Abruzzo che è la terra in cui sono nata. In precedenza ho fatto presentazioni in salento, in terra d’Otranto. Mi chiedevano quando avrei scritto un libro sull’Abruzzo, ma perché questo avvenisse, sono dovuta tornare indietro nel tempo per collegarlo al mio personaggio saraceno, molto,  fino al medioevo che è un periodo oscuro, nebuloso, quindi un periodo in cui è più facile inserire delle storie inventate perché ci sono meno tracce, meno dettagli. Ad esempio, ho scovato nel catalogus baronum una famiglia che viveva alla foce del fiume Tordino e che scompare improvvisamente nel XII sec. senza lasciare traccia alcuna. Ho preso questa stirpe e l’ho resa parte viva del romanzo, forse quel feudatario è uno dei personaggi più riusciti, una stirpe descritta come crudele, di cui appunto, all’improvviso, si perde ogni traccia”.

Dal 13 aprile, il romanzo IL SIGILLO DEGLI ACQUAVIVA, è in tutte le librerie.
Ci saranno molte presentazioni, specificamente il tour abruzzese tra Teramo, Atri, e Giulianova nei giorni 10-13 maggio prossimi, che sarà curata da noi di Polis SA Abruzzo. Infine è visibile su YouTube un emozionante book trailer 

 

 


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