Danze macabre, sortilegi e rapimenti sospetti. La magia delle Macàre, le streghe del Salento.

È una notte di luna piena e ovunque domina la pace. Un bambino di pochi mesi dorme beato nella sua culla, nulla sembra poter turbare il suo riposo. Invece, ad un certo punto, una figura oscura gli si avvicina con fare sospetto. Il piccolo, però, si sveglia piangendo a squarciagola e richiamando l’attenzione dei genitori. Dopo pochi attimi è già tra le braccia della madre, mentre della misteriosa presenza non c’è più traccia. L’indomani il padre prende un paio di vecchie forbici e le appende sulla facciata della sua abitazione. È una delle soluzioni per tenere lontano chi ha tentato di rapire il figlio la notte precedente. Si tratta certamente di una delle ‘macàre’ che infestano il Salento, donne vecchie e giovani, vestite solo con degli stracci neri, che approfittano delle ore notturne non solo per arrecare danno a qualche malcapitato, ma anche per riunirsi in gruppo in riva al mare o sotto un secolare albero di noce e dare vita a macabre danze e inquietanti rituali. Di giorno si nasconderebbero, invece, sotto le spoglie di donne comuni, anche tra mogli esemplari e devote madri di famiglia.
Pare che queste streghe abbiano diverse capacità divinatorie, e la gente, nonostante le tema, si rivolge ad esse per riavere un amore perduto, per guarire da incurabili malattie o per vendicarsi di qualche torto subito attraverso sortilegi e malocchi. Difficile relazionarsi con loro perché si dice siano estremamente irritabili, qualsiasi gesto e parola di troppo può costare caro. Tra i tanti poteri attribuiti a queste streghe, c’è quello di trasformarsi in animali, come gatti e serpenti, spalmandosi sul corpo uno speciale unguento e per compiere meglio le loro malefatte. Molti i testimoni che raccontano di essere stati aggrediti di notte da animali feroci e di aver notato poi le stesse ferite provocate sulle bestie su donne che avrebbero ammesso di essere delle streghe.strga
Altri affermano che, per quanto riguarda la propensione a rapire neonati per ucciderli o nasconderli, la figura della macàra o ‘masciàra’ ricordi quella di Lamia, amante di Giove, che, dopo aver assistito all’uccisione dei suoi figli, ottenne il potere di trasformarsi in qualsiasi essere per succhiare il sangue dei bambini altrui e vendicarsi del male subito.
Esistono comunque vari modi per difendersi dagli attacchi di quelle che vengono chiamate anche ‘strie’, come appendere delle forbici, un ferro di cavallo o delle falci fuori o all’esterno della propria abitazione, oppure lasciare sulla porta di casa del sale grosso o ‘lu farnaru’, il setaccio che si utilizzava nell’epoca contadina, o delle particolari erbe aromatiche definite non a caso ‘scacciastreghe’. Anche le scope di paglia o di fascina sarebbe un ottimo mezzo per distrarre le macàre dai loro propositi, poiché si dice siano talmente incuriosite da questi strumenti a tal punto da fermarsi a contare i filamenti che li compongono. Queste streghe non avrebbero poi la capacità di piegarsi e perciò, per tenerle lontane, le caratteristiche case paesane venivano costruite con porte basse e strette.rgo
Tantissime le storie leggendarie che vedono protagoniste le macàre e che si diffondono soprattutto nel dopoguerra in tutto il territorio salentino, in particolare nei paesini di Soleto e Uggiano La Chiesa. Addirittura ogni primo anno di ogni decade si effettuerebbe “lu censimentu de li machi e de le macàre”, durante il quale si raccoglierebbero i racconti di gente che testimonierebbe ancora oggi l’esistenza di stregoni e fattucchiere e secondo la quale bisognerebbe ancora stare all’erta, ci si potrebbe imbattere di notte in uno dei loro macabri raduni.


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