Da Salerno, alle finali per Sanremo. L’avventura di Federica Morrone.

di Davide Speranza

Essere giovane, oggi, avere 18 anni, raggiungere un sogno  – quello della musica – e rimanere con i piedi per terra, coltivando il talento scoperto dentro di sé.

Lei si chiama Federica Morrone e lunedì 27 novembre saprà il responso della giuria di Area Sanremo: su 146 finalisti arrivati, ne saranno scelti 8, che poi andranno dinanzi ad una speciale commissione Rai. Alla fine ne rimarranno solo due. La posta in gioco è molto alta. Partecipare al Festival di Sanremo 2018. Federica lo sa. L’emozione fa tremare la voce, ma riesce a controllarla, conosce bene i propri limiti ma anche la caparbia con cui sta costruendo un progetto di vita.

Salernitana di nascita, si è poi trasferita a Nocera Superiore (città della madre) e quindi a Castel San Giorgio (città natale del padre). Ha una sorella con un nome che è un’illuminazione perenne, Azzurra. Frequenta l’ultimo anno del liceo classico Tasso di Salerno. Studia regolarmente, non si è montata la testa e durante l’intervista parla di valori persi, della difficoltà di averli (oggi) quei 18 anni, delle responsabilità che iniziano ad affiorare e della bellezza della musica che le ha cambiato l’esistenza. A La Meglio Gioventù, Federica si racconta.

I tuoi genitori come hanno preso la scelta di andare a Sanremo?

Mi appoggiano in tutto quello che faccio, sono dalla mia parte. Spesso mi accompagnano nei miei spostamenti.

 

Come è iniziata questa avventura?

Ho vinto a settembre un festival, “CometinCanto”, premio del festival era l’accesso diretto alle semifinali nazionali di Area Sanremo. Ad ottobre sono stata a Sanremo per le semifinali, 5 giorni per stage formativi, e poi ci sono state le audizioni. Eravamo circa 800 semifinalisti. Per entrare tra i primi otto, mi esibirò questa domenica. Presenterò un brano “Dove va un amore” che, in caso di passaggio, dovrà essere valutato anche dalla commissione Rai. Ho scritto io, testo e musica.

 

Quando inizi a suonare e cantare?

A 7 anni, col pianoforte classico. Sono al primo anno di Conservatorio. Il canto è sempre stata una passione. Da piccolina provavo ad accompagnarmi al pianoforte, cantando. La scrittura è venuta di seguito. Tutto è stato molto naturale, ho appurato che avevo un po’ di abilità e talento. Così ho perfezionato gli studi. Quando ho iniziato a scrivere, ho capito che l’obiettivo sarebbe stato di trasformare questa passione in un lavoro.

 

Quest’anno, maturità e Sanremo. Impegnativo… 

Igor La Fontana
Igor La Fontana

Sì, ma molto stimolante. Dopo l’estate ho firmato il mio primo contratto discografico con la Fenix Entertainment di Roma, una etichetta indipendente. Sono seguita da diversi addetti ai lavori tra cui il manager e direttore artistico Igor La Fontana. Ad ottobre abbiamo vinto il premio Bianca D’Aponte per sole cantautrici. Frutto del premio era un tour organizzato che renderà possibili otto concerti. Il prossimo anno mi vedrà impegnata anche in questo tour, che partirà dall’estate.

 

Hai punti di riferimento?

Cerco uno stile tutto mio. È fondamentale avere personalità. Oggi tutti vogliono fare i cantanti. Ascolto musica di ogni genere. La musica non ha barriere. Ovviamente ho alcuni cantanti preferiti come Bersani, Moro. Tra gli stranieri  Amy Winehouse, Florence and The Machine. Ma Vasco è il mio idolo. Amo “Alba

Vasco alla fine degli anni Ottanta

Chiara”. Un paio di anni fa sono stata a quattro dei suoi concerti, in un solo anno.

 

 

Al di là di Sanremo, quali sono i tuoi obiettivi?

Far ascoltare la mia musica, emozionare, poter vivere di questo. Ho scritto molti testi. Da gennaio inizieremo a lavorare sul mio primo album, con circa 9 brani. Mi ispiro a fatti che mi sono accaduti, ma anche alla realtà che mi circonda, relativa ai miei 18 anni. Un occhio attento rispetto a quello che succede fuori da me.

 

Ma oggi, che significa avere 18 anni?

È difficile. Un periodo particolare. I giovani non sanno bene cosa devono fare e come lo devono fare. Internet, in questa confusione, fa la sua parte. Tra i miei coetanei molti rispondono, scherzando, che saranno youtuber. Credo sia importante avere interessi. Alcuni ragazzi finito il liceo non sanno bene cosa fare dopo.

 

Tu come la stai vivendo questa occasione?

Con molta serenità e tranquillità. Ho 18 anni e ho il tempo dalla mia parte. Se non sarà quest’anno, ci riprovo l’anno prossimo. C’è tanta voglia di fare. Certamente, poter partecipare al Festival è una grande soddisfazione. Un palco come quello, chi non vorrebbe calcarlo?

 

A scuola cosa dicono?

I compagni e i professori son felici di questo mio percorso. Mi appoggiano in tutto.


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