Con Gabriella Donnini i crimini sono al microscopio

“Crimini al microscopio” è il romanzo d’esordio di Gabriella Donnini, una giovane scrittrice abruzzese con la passione per il thriller.

 

Conosciamo meglio la creatrice del Capitano Alfredo Piana e degli altri personaggi che animano un libro scorrevole e, conducono serrate indagini al fine di scoprire chi è il serial killer amante degli anni 2000, che ha iniziato a mietere vittime.

Gabriella Donnini – Fonte: Abruzzoweb.it

Uno spietato serial killer, gli anni 2000 e una corsa contro il tempo, questo il biglietto da visita di Gabriella Donnini: da dove trai l’ispirazione per la trama e per i tuoi personaggi?

La mia fonte di ispirazione dichiarata sono le serie televisive, sia italiane che straniere (europee e statunitensi). Nello specifico, la struttura dei capitoli ed i componenti della squadra sono ispirati alla serie televisiva della TaoDue “RIS Roma – Delitti Imperfetti”. Per quanto riguarda, invece, tanto il caso del seriale quanto i casi trattati nei singoli capitoli, ho cercato di prendere spunto da notizie di cronaca che vengono, più o meno quotidianamente, riportate nei telegiornali.

 

Fondamentale per le indagini, non solo nel tuo romanzo, ma anche nella vita reale, è il supporto scientifico. Quanto può essere attendibile, a tuo parere, un esame di confronto del DNA?

Premesso che non sono un’esperta, credo che la prova scientifica sia lo strumento più importante per risalire al colpevole di un crimine, se non altro perché difficilmente confutabile: davanti ad una prova scientifica, un indiziato, o chi per lui, deve, a mio avviso, fornire comunque una spiegazione plausibile.

 

Cosa muove, secondo te, la mente di un assassino seriale?

Di nuovo, tengo a precisare che non sono un’esperta del settore. In ogni caso, non credo ci sia un unico movente per tutti, alcuni uccidono per pulsioni incontrollate, altri in reazione a traumi dell’infanzia.

 

Nel tuo romanzo ognuno dei tuoi personaggi principali incarna una caratteristica dell’animo umano. Le donne, soprattutto, sono, sia in positivo, che in negativo, connotate da un carattere forte. Nel campo lavorativo e, in particolare, in quello delle Forze dell’Ordine, esiste veramente la parità dei sessi?

Ritengo che, in generale, quando si arriverà al riconoscimento delle competenze individuali senza evidenziare in maniera esasperata, che è cosa ben diversa dal non considerare, se a raggiungere una determinata posizione sia una donna o un uomo, ma non solo, avremo raggiunto un livello di civiltà molto prossimo alla perfezione. Anche il personaggio a cui, forse, si fa riferimento come esempio negativo di donna forte ha quelle caratteristiche, potremmo dire, per una serie di avvenimenti che le hanno dato un’idea sbagliata degli uomini.

 

Laureata in Scienze del Turismo e dello Sport, attiva nel campo del sociale e nel sostegno dei diritti dei più deboli e ora scrittrice: parlaci un po’ di Gabriella.

Più che attiva in determinati campi, mi considero interessata ai temi che ho trattato in “Crimini al microscopio”. In realtà, poi, l’interesse per i temi sociali si è sviluppato solo negli anni che hanno seguito la laurea, mentre la passione per il mondo dell’adolescenza risale agli undici-dodici anni, periodo in cui avevo il sogno di intraprendere la carriera di insegnante. La passione per l’investigazione, invece, si è sviluppata in due fasi: in un primo momento, intorno ai dieci anni, si è concentrata sulle serie televisive poliziesche più che sul thriller vero e proprio; in seguito, all’incirca ai tempi del liceo, la curiosità mi ha portato a seguire serie televisive incentrate sull’investigazione scientifica e, parallelamente, ad appassionarmi al genere thriller, sia in ambito letterario che televisivo e cinematografico.

 

Cosa c’è nel tuo futuro, sia come scrittrice, che come persona?

Per quanto riguarda la carriera di scrittrice, ho alcuni progetti in corso. Come persona, invece, vivo molto alla giornata.

 


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