Riceviamo e pubblichiamo

di Vincenzo STILE (*) e Mariarosaria VITIELLO (**) – L’indice della Felicità Interna Lorda, è un nuovo parametro che valuta il grado di benessere di una determinata comunità (una nazione, una città), ed è basato non solo e reddito e sulla produttività, ma anche e sopratutto su altri aspetti della nostra vita come: il grado di inquinamento dell’ambiente, la convivenza sociale, il grado di istruzione e lo stato di salute dei cittadini. Questo indice è quello che ai giorni nostri appare come il migliore indicatore di benessere, perché siamo in una società che sconta i danni di anni di materialismo, volti solo all’aumento di produttività dei consumi e del reddito, che hanno lasciato la nostra società in un ambiente inquinato, che ha perso i valori della convivenza umana e dove è alto il grado di diseguaglianza sociale, dove l’istruzione e la cultura non sono obiettivi di massa perché si vogliono menti non troppo pensanti ma consumanti,  determinate dal sistema al consumo, che guardano solo le pubblicità sugli schermi dei loro telefonini e dei loro tablet, che portano sempre con se, connessi virtualmente col mondo, ma disconnessi nel loro microambiente, per mantenere una situazione che si morde la coda e cresce nelle sue incongruenze auto-alimentandosi.

In questo senso un’azione politica e amministrativa orientata a soddisfare quelli che sono i criteri per aumentare i valori del FIl, appare quella più adatta alla nostra situazione attuale:  avere cura dell’ambiente, migliorare la convivenza sociale,  ridurre le diseguaglianze, aumentare il grado di istruzione e garantire stato di salute di tutti i cittadini, sembrano prioritari in un mondo che dopo la corsa sfrenata all’aumento del reddito e alla produttività, non solo non è riuscito a raggiungere uno stato di benessere per tutta la popolazione, ma ha prodotto come conseguenza una crisi di valori e un aumento delle malattie dovute in gran parte al maltrattamento dell’ambiente la cui tutela è stata messa in subordine rispetto all’obiettivo primario del produrre e far aumentare i consumi.

L’italia si trova indietro nella classifica delle nazioni basata sul FIL e anche la Campania, nelle Regioni è agli ultimi posti, pur avendo delle risorse costituite da bellezze naturali, artistiche e archeologiche che, accompagnate alla tradizionale apertura di carattere dei suoi cittadini, possono essere alla base di una diffusa felicità sociale.

Possono sembrare ragionamenti astratti, ma siamo in periodo di elezioni amministrative ed è bene fare il punto. Sembra poco, ma indirizzare l’azione politica in un’ottica di incremento degli indicatori elencati sopra, costituisce da solo un intero programma politico elettorale vincente.logoFILFEST

Indirizzare un  programma verso gli obiettivi stabiliti secondo il FIL, significa, mettere al primo posto la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini, una città felice è quella che ha un ambiente controllato dal punto di vista delle fonti inquinanti, dove si riduce il traffico, si preferiscono auto elettriche e aumentano le ZTL ma anche i parcheggi e le navette elettriche, dove si mette a disposizione dei cittadini una pista ciclabile per attraversare la città, dove si aumentano gli spazi verdi e si costruiscono piazze dove ci si possa aggregare e stare insieme, seduti, senza essere costretti a camminare per la mancanza di posti a sedere. Una città che ci tiene alla cultura e fa campagne di educazione civica, una città tesa a mirare allo sviluppo economico della sua comunità preferendo le scelte di economia sostenibile in senso ambientale e la valorizzazione del turismo, dei suoi beni culturali e dell’agricoltura, che sono i settori che non possono essere delocalizzati e che provocheranno più occupazione nei prossimi anni.

Ecco questo del FIL e della Città Felice, può sembrare un’utopia ma non lo è assolutamente, rappresentando il vero obiettivo da attuare in politica locale e nazionale.

Per maggiori info: https://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0_interna_lorda

 

(*) Medico pediatra
(**) Insegnante di matematica e fisica


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