Suffragette è un film di Sarah Gavron, uscito da poco nei cinematografi italiani, che ci catapulta nel pieno della lotta femminista inglese del 1912.

immIn una Londra dei primi anni del XX secolo, alla vigilia della prima guerra totale, Maud Watts (interpretata da Carey Mulligan), Edith Ellyn (Helena Bonham Carter), Emily Davison (Natalie Press) e Violet Miller (Anne-Marie Duff) insieme a tante altre donne partecipano alla protesta per l’acquisizione del diritto al voto da parte delle donne, protesta che ha avuto inizio grazie al movimento delle Suffragette appunto, con alla guida Emmeline Pankhurst che nella pellicola è interpretata da Meryl Streep.

«Vuoi che io rispetti la legge? Io voglio una legge che rispetti me».

Come ideale di base del movimento le donne chiedevano di essere poste sullo stesso piano degli uomini perché di fatto queste dovevano adempiere agli stessi doveri della loro controparte, ma si vedevano riconosciuti la metà dei loro diritti. Anzi, come viene spesso sottolineato nel film, sul posto di lavoro le donne erano sottoposte a turni insostenibili per una misera paga (non era raro, inoltre, il sorgere di problemi di salute) mentre gli uomini guadagnavano di più nonostante le agevolate condizioni lavorative.

«Preferisco essere una ribelle, che una schiava».

494_30_1911-suffragettesQuesta frase, pronunciata dalla Pankhurst durante un discorso a Londra, è esplicativa del tipo di manifestazioni che attuarono le suffragette: manomissione di fili telefonici, cassette postali, scioperi della fame durante le reclusioni in prigione. Queste donne erano disposte a tutto pur di attirare l’attenzione del Parlamento inglese, che invece era impegnato in ogni modo ad ignorare e far ignorare alla popolazione quest’ “oltraggio che il Regno non può permettere”.

Ed è per attirare l’interesse dell’opinione pubblica, dei media e del Re in persona che Emily morì durante il Derby di Epsom del 1913. Nel 1928, nonostante tutte le difficoltà, le donne riescono ad ottenere il diritto al voto giungendo all’ultima tappa della lotta: il suffragio universale.

«Ho passato tutta la mia vita a fare quello che mi dicevano gli uomini. Adesso non posso più farlo».

giphy-facebook_sEd è grazie al movimento delle Suffragette che tutte le donne in tutto il mondo, anno dopo anno, conquistarono pari dignità politica di fronte alle proprie Nazioni.

La lotta, anche se in modalità differenti, è tutt’ora in atto perché la “condizione femminile” risulta ancora non paritaria rispetto a quella maschile: basti pensare al divario retributivo (del circa 18%) tra i due sessi, manifestazione evidente di come le donne siano, tutt’oggi, discriminate.


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