Urbanistica: il torrente Cavaiola e gli interventi di manutenzione

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Il torrente alveo Cavaiola – attraversante il territorio comunale di Nocera Inferiore – risulta essere “tombato”, a seguito di un intervento risalente agli anni ’90, da incrocio SS18-via Lamberti fino all’incrocio con via Citarella, per un percorso di circa 500 metri.

La figura, con didascalie, di sotto rappresentata, fornisce una localizzazione visiva del tratto di alveo in questione.

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Il progetto della “chiusura” dell’alveo ha previsto la realizzazione di un accesso di servizio ai fini manutentivi (Fig. 2), per consentire agli operatori di verificare il corretto deflusso delle acque e ai mezzi di pulire eventuali depositi che ostruiscano il flusso delle acque causando un pericolosissimo restringimento della sezione idraulica.

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È evidente che i progettisti dell’epoca hanno ben tenuto in considerazione l’ipotesi manutentiva ordinaria necessaria per evitare che una condotta “a pelo libero” si trasformi, per effetto del restringimento della sezione idraulica, in una condotta “in pressione” i cui effetti sono facilmente immaginabili anche da chi non ha dimestichezza con l’ingegneria idraulica.

Sono diversi mesi, ormai, che all’altezza dell’incrocio SS 18, via Fucilari, rappresentato anche in fig.2, si avverte un nauseabondo odore di elementi in putrefazione. Odore tipico di sostanze organiche in decomposizione che possono essere di natura vegetale o, peggio ancora, animale.

Oltre a sollevare il problema sanitario, qualora le esalazioni odorose provenissero da sostanze animali decomposte, per il quale si chiede un sopralluogo immediato da parte delle autorità preposte, Polis NI (Polis Nocera Inferiore) rimarca l’attenzione sull’urgente verifica della funzionalità idraulica del canale “tombato” in previsione che l’alveo, nei prossimi mesi, sarà chiamato a svolgere le sue funzioni: smaltire le copiose precipitazioni atmosferiche.

Un interevento manutentivo ordinario “de visu” consentirebbe l’immediata verifica della funzionalità idraulica del canale e, qualora fosse necessario, un intervento di pulizia per ripristinare le originali condizioni di deflusso idraulico.

La presente richiesta nasce dall’esigenza di una verifica immediata del condotto (le immagini dello straripamento del “Bisagno” sono ancora sotto i nostri occhi), ma soprattutto per sensibilizzare le istituzioni competenti ad attivare i programmi di manutenzione ordinaria come previsti dalle vigenti normative in materia.


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