Catalogna: l’elezione del nuovo Presidente riaccende lo scontro

Quim Torra, indipendentista tra i più radicali, è il nuovo Presidente della Generalitat catalana.

A distanza di quasi cinque mesi dalle elezioni regionali del 21 dicembre 2017, la Catalogna si accinge ad inaugurare il mandato del nuovo Presidente, Quim Torra (Junts per Catalunya). Su designazione esplicita dell’ex presidente Carles Puigdemont, è stato eletto alla guida del Governo regionale lo scorso lunedì 14 maggio con un totale di 66 voti a favore e 65 contrari, e solo grazie all’astensione dei 4 deputati della CUP e ai 7 voti su delega di Puigdemont (a Berlino), Comín (in Belgio), Sànchez, Turull, Rull, Junqueras e Romeva (in carcere).

Reuters/Albert Gea
Il discorso di Quim Torra al Parlamento Catalano. Fonte: Euronews, Reuters/Albert Gea

L’elezione di Torra pone nuovi ostacoli al processo di conciliazione tra la Catalogna e il Governo spagnolo. Pur avendo invitato tutte le forze politiche (indipendentiste e non) a svolgere un lavoro di autocritica per quanto accaduto negli ultimi mesi e a lavorare nel segno del dialogo, ha infatti ribadito la sua lealtà al mandato popolare espresso nel referendum illegale del 1 ottobre 2017, e dunque la sua intenzione ideale di perseguire la creazione della Repubblica Catalana indipendente.

Figura controversa e spesso fuori le righe, Torra si è reso autore in passato di dichiarazioni violente, oggi condannate come “razziste” anche dal Partito Popolare Europeo e dal Partito Socialista Europeo. Ad esempio, in un articolo pubblicato nel 2012 su El Món, dal titolo “La lingua e le bestie”, Torra definiva gli spagnoli «avvoltoi», «vipere», «iene», perfino «bestie dalle sembianze umane». Ancor più controversi sono alcuni tweet pubblicati da Torra su un account rimosso: «Gli spagnoli sanno solo saccheggiare», «Siamo occupati dagli spagnoli dal 1714», «Francesi e spagnoli condividono la stessa concezione annientatrice delle nazioni», «Vergogna è una parola che gli spagnoli hanno eliminato da anni dal loro vocabolario».

Sebbene abbia chiesto scusa per tali affermazioni, appare evidente come la sua elezione complichi l’avvio di una riconciliazione tra Spagna e Catalogna. Torra ritiene inoltre Puigdemont il “legittimo Presidente” della Catalogna e pare voglia perseguire l’istituzione di organi di governo repubblicani “paralleli”. Una forma di Stato, la repubblica, che per Torra dovrebbe istituirsi non solo in Catalogna, ma anche in Spagna: «Desidero per tutti i popoli la libertà che voglio per il mio popolo. La libertà ha il nome della repubblica: Repubblica Catalana e Repubblica Spagnola», ha affermato.

Rajoy y Sánchez acuerdan defender la Constitución ante el “frentista” y “xenófobo” Quim Torra
Riunione di Mariano Rajoy e Pedro Sánchez a Madrid. Fonte: La Vanguardia, Dani Duch

Torra non sembra quindi intenzionato a cambiare rotta rispetto al suo predecessore, bensì il contrario, sembra determinato ad innalzare l’asticella della ribellione istituzionale, anche in previsione del prossimo autunno, quando dovrebbe aver luogo il processo nei confronti dei leader secessionisti della passata legislatura. D’altra parte, il premier spagnolo Mariano Rajoy si è già riunito con il leader del PSOE Pedro Sánchez ed entrambi hanno concordato una risposta comune davanti ad eventuali nuove violazioni della legalità in Catalogna. L’art. 155 e il commissariamento della regione stanno per finire, ma da Madrid tutto lascia pensare che possano essere attivati nuovamente in caso di necessità. «In Catalogna non c’è stata nessuna indipendenza o repubblica, né ci sarà», ha assicurato Rajoy alla stampa.


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