I Caregivers e il contributo di 1900 euro

L’immagine di copertina è presa da allianceyc.org

Qualcosa si sta muovendo nel fronte dei caregivers, ovvero degli assistenti ai disabili e agli anziani.

Fonte: thevisa.ca

“Diversamente fighissimi”, la rubrica di Polis SA Magazine dedicata al mondo della disabilità riporta di seguito le ultime novità che fanno ben sperare tutti coloro che si occupano di assistenza familiare.

La Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato sta esaminando ben tre diversi disegni di legge che intende unire per generare un Testo Unico sull’assistenza, che sicuramente cambierà molte cose riguardanti quest’ambito del sociale. La legge intende principalmente riconoscere l’assistenza che i familiari, ovvero i caregivers, dedicano ai propri parenti. Il riconoscimento è ovviamente quantificato e potrà arrivare fino a 1900 euro.

I ddl 2048, 2128 e 2266 riconoscono la figura del caregiver familiare. Questi viene indicato come colui che assiste un parente convivente compreso entro il secondo grado di parentela, invalido al 100% per malattia, infermità o disabilità, o ultraottuagenario. L’assistenza prestata deve richiedere almeno cinquantaquattro ore settimanali.

I dati forniti dall’Istat individuano quasi tre milioni di persone che potrebbero rientrare nei fruitori del progetto. Si tratta di una prevalenza di donne tra i quarantacinque e i cinquantacinque anni e comunque di individui a volte costretti a licenziarsi per poter seguire il proprio disabile o anziano.

Fonte: mills-peninsula.org

Oltre al riconoscimento economico di cui sopra, i caregivers avranno diritto ad agevolazioni fiscali e, ovviamente, ai benefici riconosciuti dalla legge 104, come ad esempio i permessi lavorativi retribuiti.

Innanzi tutto dovrebbe essere permessa una detrazione Irpef del 19% entro un massimo di 10 mila euro all’anno, con un Isee di massimo 25 mila euro. Se invece il caregiver è privo di reddito, l’Inps dovrebbe versare un assegno di 1900 euro annuali e riconoscere anche i contributi figurativi a carico dello Stato per l’intero periodo assistenziale prestato sotto il “ruolo” di convivente.

Anche le tutele Inail per le malattie e gli infortuni verranno riconosciute.

Verrà quindi conteggiata la somma dei versamenti per il raggiungimento della soglia di trenta anni di contributi, che sono necessari per entrare nell’Ape social.

 

Attendiamo quindi che il Testo Unico per l’assistenza venga approvato. Le previsioni, secondo Biondelli il sottosegretario al Welfare, sono per la fine della legislatura.

“Diversamente fighissimi” vi fornirà ulteriori aggiornamenti su questo tema appena disponibili.


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