Si è appena conclusa a Venosa (PZ) la prima edizione di “Borgo d’Autore”, il Festival del Libro, patrocinato dall’associazione “Il circo dell’arte”. Borgo d’Autore è inserito tra le iniziative di Maggio dei Libri 2016, campagna nazionale di promozione della lettura istituita dal Centro per il Libro e la Lettura del Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Tra i vicoli della splendida città, presso i cafè storici, libri, autori e giovani hanno animato le due giornate che si sono rivelate un’esperienza fruttuosa e estremamente DSC_0060stimolante. Ben 17 sono stati i luoghi del centro storico che hanno ospitato gli eventi, con 21 presentazioni di libri di scrittori emergenti e non, tra cui i Portici di Piazza Umberto I, Piazza Orazio, la Chiesa di San Martino, la Chiesa di San Biagio e l’ex Convento di Santa Maria della Scala. Un’iniziativa eminentemente culturale, che ha raccolto centinaia di persone. Chi ha potuto vivere questi due giorni intensi, ha respirato in ogni dove l’odore dei libri e la fatica di chi ha tentato di raccogliere entusiasmo attraverso la poesia e stralci di romanzi: il tutto sapientemente coronato da musiche sia classiche, nel vico Vittorio Emanuele II, che pop. L’iniziativa è ancora più entusiasmante se pensiamo a Venosa come alla città natale di Orazio, la cui memoria giace sui muri della città, dove possiamo leggere: “stendi grata la mano verso quell’ora fortunata che un dio ti ha concesso e non rimandare di anno in anno le gioie che oggi puoi assaporare. Così, ovunque tu sia stato, potrai dire d’aver vissuto contento” (Ep II, I, 22). E proprio in onore di quella gioia di oraziana memoria, Venosa si è vestita di cultura, di intraprendenza e di un grande senso di comunione. Lo spirito romano del foro è stato recuperato in pieno: ogni piazzale ha ospitato un pezzo della propria storia e delle storie impresse sulla carta. In un’epoca di grande impatto digitale come la nostra, recuperare lo spirito identitario collettivo della lettura attraverso tale manifestazione ha rappresentato un grande traguardo, capace di raccogliere non solo adulti, ma anche giovani, e questa è stata probabilmente la vittoria più grande.

Particolarmente suggestiva è stato il bibliomotocarro, un camioncino carico di libri per bambini dallo scopo molto particolare. Intervistato dalla redazione di Polis SA Magazine, Antonio La Cava, maestro della scuola elementare di Ferrandina da oltre 40 anni, ideatore e realizzatore del bibliomotocarro, ci ha spiegato di volerDSC_0025 stimolare i bambini alla realizzazione di originali cortometraggi a partire da una favola, filastrocca o più in generale da una storia: con i disegni realizzati dai più piccoli ed ispirati alla lettura collettiva che egli stesso dirige, si costruisce sotto la sua supervisione una vera e propria animazione cinematografica. Alla base c’è stata l’esigenza di stimolare i bambini alla lettura, un’abitudine che il progresso tecnologico ha reso sempre più antiquata e, ahinoi, perduta. E così, proprio partendo da questa motivazione, i bambini della scuola elementare di Ferrandina (MT) hanno realizzato, in occasione dell’iniziativa Borgo d’Autore, in cui hanno tenuto un  laboratorio di 20 ore, un breve video della filastrocca “La luna al guinzaglio” di Gianni Rodari.

DSC_0041Tra le presentazioni, segnaliamo quella di Mimmo Oliva e Peppe Sorrentino, che hanno portato in piazza il loro primo romanzo scritto a quattro mani: “Mi chiamo Thiago”, edito da Polis SA Edizioni. “Il viaggio di un’anima complessa che, pagina dopo pagina, diventerà <altro>”. Grazie alla presentazione della giornalista Flavia Squarcio, trapelano le motivazioni che sono alla base del romanzoIMG-20160530-WA0004: Thiago è uno di noi, e la metafora del viaggio investe la vita di qualsiasi uomo che senta il bisogno di evadere da un sistema di cui disconosce i meccanismi oppressivi. Thiago rappresenta l’uomo e la donna che vivono la società e si rendono drammaticamente conto dell’impossibilità di cambiarla dal di dentro. Da qui il tema del viaggio, il rendersi autonomi, prima ancora che fisicamente, intellettualmente, attraverso la capacità di produrre pensieri e idee, che da sempre genera paura in chi detiene il potere. Thiago è la ricerca incessante di sé stessi, delle proprie origini, perché nello scardinare un sistema di potere, riconoscersi diventa basilare, giacchè solo attraverso la conoscenza di sé stessi si può concepire il cambiamento, nella duplice matrice positiva –  l’eliminazione di ogni rigorismo – e negativa.

 


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