Bloomsday Salerno 2018, l’evento dedicato allo scrittore James Joyce

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“Bloomsday” è un evento internazionale che celebra lo scrittore James Joyce e da 4 anni la città di Salerno ospita la manifestazione.

Quest’anno, per dare ulteriore visibilità a Salerno, l’associazione culturale James Joyce si è resa produttrice e promotrice di un cortometraggio inedito che, tramite diffusione web, farà il giro delle città dove lo stesso evento viene celebrato. Il cortometraggio, con patrocinio della Provincia di Salerno, mira alla promozione territoriale, non solo a quella letteraria.
L’edizione salernitana di Bloomsday 2018, che si terrà oggi 16 giugno, si svolge in due parti:
  • Spettacolo tratto da “Ulisse” di Joyce presso il Pub King’s Cross a Salerno, scelta non commerciale, in quanto il Pub riproduce davvero i luoghi del libro
  • Diffusione del cortometraggio “Dedalo”:
Stephen Dedalus, il Telemaco joyciano, il cui cognome fa riferimento alla figura mitologica di Dedalo, viene portato dal mare su una spiaggia salernitana. Il suo è idealmente un viaggio nel tempo e nello spazio, dalla baia irlandese di Sandymounth del 1904, alla costa salernitana del 2018. Stephen Dedalus rinasce in un altro secolo, in un’altra parte del mondo, ma ancora il suo demone familiare lo insegue e i ricordi assillano la sua mente. Rivive così le stesse sensazioni, esattamente come in quel 16 giugno del 1904, pur essendo ritornato ragazzo. Lo Stephen del cortometraggio è infatti un 18enne, sebbene nell’Ulisse di Joyce, egli sia in età adulta. Ed ecco che Salerno diventa luogo gemello di Dublino: il castello Arechi funge da Torre Martello di Sandycove, così come la spiaggia di Pastena funge da Sandymount, che è la spiaggia dove Stephen, all’episodio III di Ulisse, cammina immerso nel suo flusso di coscienza. Cosa ci fa uno dei personaggi joyciani più conosciuti al mondo a Salerno? Un vero e proprio fuori contesto che invece si conferma essere universale, quando parliamo di James Joyce. Perché universale è quel tanto dibattuto testo joyciano che attraversa l’umanità tutta, a prescindere dai luoghi e dai tempi.
Il mare salernitano diventa la grande dolce madre capace di restituire, allo Stephen irlandese, lo sfondo adatto al suo errare, esitante, ma fiero, nel suo flusso di coscienza. Lo Stephen salernitano, che indossa non a caso la t-shirt del suo supereroe preferito, prende spunto dal titolo Stephen Hero, cioè il libro iniziale da cui uscirà, solo dopo, Ritratto dell’artista da giovane. Altro tema importante è la ciclicità, in quanto l’Ulisse di Joyce sembra non avere un inizio, né una fine, non come le si intendono nel romanzo classico. In Ulisse tutto sembra essere a-temporale, a-spaziale e, dunque, poco importa che Stephen sia rinato in un altro luogo e in un altro paese. Il punto è che “la storia si ripete” e il bloomsday del 1904, è in realtà il giorno di tutti noi esseri umani. Un viaggio, un’odissea, vissuti attraverso il fluire incessante dei pensieri di uno dei personaggi più amati della letteratura del ‘900. A Dublino, come a Salerno, Dedalus diventa il nobile pretesto per parlare di umanità ed evoluzione spirituale, passando da temi universali in perenne conflitto come l’amore e la frustrazione, la vita e la morte. Il ritratto di un artista da giovane spiaggiato (cit.del corto) è anche il ritratto moderno e attuale, a cui ormai siamo abituati, di tanti uomini in mare, costretti a errare alla ricerca di una Itaca ideale. Siamo tutti uomini erranti, uomini alla ricerca di una “grande dolce madre”, come Stephen lo era nella sua Dublino del 1904.


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