Being Woman, l’insegnamento di Gisela Mota

“Ni un dìa”, nemmeno un giorno l’hanno lasciata governare. Gisela Mota aveva 33 anni quando è stata eletta Sindaco di Temixco. Ed aveva 33 anni quando è stata assassinata da due uomini. Il suo slogan in campagna elettorale era stato «Ripulire la città dai narcos»

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Non è facile vivere in Messico se ci si appassiona alla politica al punto tale da volerla cambiare. Ancora di più se l’obiettivo diventa quello di espugnare il potere dei Narcos dal modus vivendi di un paese situato nell’America Latina; lì dove, finalmente, le rime della giustizia sociale vengono pronunciate ai megafoni da una donna.

Gisela-Mota (1)Gisela Mota aveva 33 anni quando, poche settimane fa, era stata eletta Sindaco di Temixco, una cittadina industriale nella regione più pericolosa del Messico. Il suo slogan in campagna elettorale era «Ripulire la città dai narcos», i trafficanti di droga per l’appunto. È stata un membro del gruppo di sinistra del Partito della Rivoluzione Democratica (Prd), prima seguendo Lopez Obrador e, successivamente, Graco Ramirez. Prima delle elezioni a Sindaco, ha ricoperto diversi incarichi nel partito ed è stata un Deputato Federale dal 2012 al 2015. Tra i punti nel suo programma, la riconversione di risorse naturali ed umane da destinare a nuove forme di produzione capaci di risanare – senza l’aiuto delle forze oscure – un deficit di bilancio che ammontava e ammonta tutt’ora a 200mila pesos. Il suo ottimismo e la sua determinazione l’hanno premiata.

Il 2 Gennaio 2016 i cittadini di Temixco l’aveva eletta Sindaco. Il 3 Gennaio 2016 due assassini le toglievano la vita.

gisela-motaNi un dìa”, nemmeno un giorno l’hanno lasciata governare. Il suo partito, il Prd, ha denunciato il governatore dello Stato di Guerrero (Pri), Hector Astudillo) accusato di esser stato finanziato dai narcos. Pare, inoltre, che anche all’interno del Prd ci fossero delle infiltrazioni criminali, cosa che ormai non sorprende più. Lo scopo delle organizzazioni mafiose autoctone sarebbe quello di essere riconosciute ufficialmente dallo Stato (a differenza di quelle italiane) e, pertanto, cercano – a qualsiasi costo – di farsi spazio nelle amministrazioni.

Gisela resterà un esempio da ricordare: una donna combattiva, sebbene nascondesse un lato fragile, umano (un mese prima delle elezioni era stata fermata dalla polizia in un leggero stato di ebrezza, episodio che non ha condizionato i cittadini sulla propria preferenza).
Non resterà nella memoria come un’eroina nella costellazione mitologica delle vittime della politica, ma come un esempio civico esportabile in tutto il mondo, sulla scia del nostro Peppino Impastato, ucciso ad un passo dalla vittoria elettorale.


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