Attenzione e concentrazione: Come migliorarle – Rubrica Interattiva “Pillole di Pedagogia”

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Mi scrivono mamme preoccupate perché i loro figli, ora che sono in vacanza e a casa, sembrano dei diavoletti scatenati oppure si piazzano davanti alla televisione annoiati da tutto.

Fin dalla nascita di un bambino è importante ricorrere a strategie per alimentare la sua attenzione e concentrazione e per svilupparne la creatività. Il bambino da subito è predisposto alla relazione e quindi possiamo coinvolgerlo nelle piccole attività fornendogli gli stimoli necessari.

L’attenzione e la concentrazione sono due processi cognitivi molto importanti che devono essere tenuti sempre in allenamento anche dagli stessi genitori, attraverso semplici strategie:

  • Bambini fino ai 3 anni : strutturare giochi semplici e brevi che stimolino la costruzione e la manipolazione di oggetti di forme diverse da incastrare negli appositi spazi.
  • Bambini dai 3 ai 6 anni è utile insegnare una regola fondamentale per la stimolazione dell’attenzione e per mantenere la concentrazione su uno stimolo alla volta: Portare a termine il gioco iniziato, successivamente, riordinare il gioco, e solo dopo iniziarne uno nuovo. Quindi è fondamentale non iniziare diversi giochi contemporaneamente. Per semplificare l’applicazione di questa regola, soprattutto nella fase iniziale dell’apprendimento della stessa, non disporre più di tre o quattro giochi nella stanza (riposti in ordine). Durante quest’età sono molto interessati anche all’ascolto e al racconto di storie. Farsi descrivere un’immagine o una foto, andando a cercare i dettagli più piccoli con domane più specifiche. Il memory può essere molto utile per sviluppare la memoria a brave e a lungo termine.
  • Dai 6 anni in su puntare sui giochi cognitivi utili per mantenere la concentrazione su un focus come il cruciverba, labirinti, dama e scacchi. Alimentare la loro capacità mnemonica, facendosi raccontare la trama di un film appena visto, ciò è possibile solo se ha allenato anche la concentrazione nel vederlo.
  • Per quanto riguarda la concentrazione per lo studio, è opportuno fare delle pause ogni 45 minuti circa, per permettere al bambino di non stancarsi troppo, ma di trovare le energie per procedere con il compito.
  • Non esporre troppo il bambino all’uso eccessivo e inappropriato degli smartphon, tablet e computer e televisione, poiché dati scientifici dimostrano che a lungo andare un’esposizione inappropriata di questi strumenti tecnologici può portare nei bambini, anche quelli piccoli, delle difficoltà dell’attenzione, che oggi altri specialisti definiscono disturbi.

Per evitare che i nostri figli possano avere problemi di attenzione e concentrazione selettiva in età scolare, per poi essere classificati con ADHD (Disturbo  di Attenzione e Iperattività) è fondamentale educarli utilizzando giochi di fantasia e di creatività, alimentando la nostra relazione con loro attraverso un’educazione alla comunicazione efficace. Farsi raccontare la giornata implica uno sforzo di memoria e di concentrazione. Con la semplice domanda: “cosa hai fatto oggi?” ogni genitore, oltre a manifestare l’interessamento e l’affetto al proprio figlio,  può allenarlo anche alla consapevolezza della vita. Oggi molti bambini e ragazzi non si sentono parte della propria vita, vivono così freneticamente che non si rendono conto di esserci nelle azioni che compiono.

Inviate i vostri quesiti a valeria.dellaporta@gmail.com

  • *Valeria Della Porta -Pedagogista Esperto in Criminologia, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Progettazione Sociale. Consigliere Regionale Campano APEI (Ass. Pedagogisti Educatori Italiani). Mediatore Familiare e dei Conflitti Interpersonali AIMeF (Ass. Italiana Mediatori Familiari). Consulente Genitoriale e di Coppia. HR- Selezione e Reclutamento del personale, Formazione e Orientamento al Lavoro. Consulente di Marketing e Comunicazione, Gestione e intermediazione di Servizi.


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