Aumenta il numero degli attentati. Negli ultimi due anni l’epicentro è l’Europa

Il numero degli attentati negli ultimi mesi è aumentato in maniera considerevole. Soltanto in Europa se ne registrano all’incirca 6 tra il mese di marzo ed il mese di giugno 2017, che si sommano ai quattro dello scorso anno.

Wikipedia ha dedicato una propria sezione all’elenco degli attacchi terroristici, suddividendoli per anno. L’Internazionale fece una cosa del genere per riassumere gli attentati nel ventennio 1995/2015. Il registro è utile per far luce sulla complessità del fenomeno, inserendola in una cornice globale: emerge che circa la metà degli attentati registrati negli ultimi due anni hanno avuto come epicentro una città europea; l’altra metà ha interessato il Medio Oriente e l’Africa; infine, un solo caso ha interessato i territori oltreoceano – la strage di Orlando, in Florida (USA).
Dopo Londra, Stoccolma, Parigi e Manchester, il dato che si rileva è che, ad oggi, otto italiani su dieci hanno paura degli attentati. Condizione, questa, che porta con sé un aumento della cq5dam.web.738.462percezione patologica del fenomeno (si veda, ad esempio, quanto è avvenuto il 3 Giugno in Piazza San Carlo a Torino) ed un inasprimento dei rapporti tra etnie. Gruppi a difesa della razza rispuntano per ricordarci che la storica ‘cultura italiana’ è a rischio contaminazione e che dovremmo prendere delle precauzioni (per esempio abrogando lo Ius Soli) contro l’imbrunire della pelle, sebbene molte persone di etnia afro-asiatica siano nate a Milano, Roma, Napoli o Palermo e si sentano italiane anche più di chi per anni ha sputato sull’italianità, sognando la secessione.
Simonetta Sciandivasci, su Linkiesta descrive la singolarità del caso londinese:
«Accoltellando i passanti sul London Bridge, i terroristi islamici hanno agito consapevoli del fatto che i cittadini occidentali non sono allenati all’autodifesa, che il riflesso istintivo e violento della sopravvivenza è stato alienato in favore di una sicurezza condivisa» – soffermandosi sul fatto che i cittadini avessero all’improvviso reagito attaccando i terroristi – «..Gli avventori dei bar di Londra hanno lanciato bottiglie e sedie contro i tre terroristi, un tassista ha cercato di investirne uno, un ristoratore ha distribuito coltelli ai propri clienti».
Ci chiediamo se è davvero con la forza che si debba reagire, seppur non sia facile riflettere in un momento in cui il senso di umanità viene ribaltato a favore della lotta alla sopravvivenza, alla volta dell’homo homini lupus di qualche secolo fa. Ma in questa battaglia appare chiaro che ci sia la necessità di scegliere degli alleati, senza futili discriminazioni.
IlPost analizza i motivi che hanno spinto il Governo ad espellere persone oltre i confini  del nostro paese. Pare che i corpi che maggiormente si interessano al terrorismo abbiamo affinato le proprie abilità grazie all’esperienza nella lotto contro il terrorismo interno e contro la criminalità organizzata.
attentati-roma“In Italia il reato di terrorismo è regolato dall’articolo 270 del codice penale, che è stato modificato parecchio negli ultimi 15 anni. Le modifiche più recenti sono state due. Nel febbraio 2015 è stato approvato un decreto legge voluto da Alfano che tra le altre cose ha introdotto il reato di “organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo”, che prevede da 3 a 6 anni di carcere per i “foreign fighters” (uno dei reati per i quali è stata condannata Maria Giulia Sergio) e per chi organizza, finanzia o fa propaganda per il jihad. Il decreto Alfano ha previsto anche fino a 10 anni di carcere per i “lupi solitari” e ha stabilito un rafforzamento dell’intelligence, favorendo per esempio le operazioni sotto copertura.”


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