Archivio storico Enel, a Napoli sede confermata

L’archivio storico dell’Enel di via Ponte dei Granili, Bene Culturale, rischiava di essere trasferito. La sua permanenza nella città partenopea è stata decisa in una riunione al MiBACT

0

di Tiziana Muselli

NAPOLI – L’Archivio Storico dell’Enel via Ponte dei Granili a rischio di trasferimento rimarrà in città. Lo scorso giovedì 5 novembre è stata convocata una riunione al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per concordare la proposta. Sono stati condivisi gli “obiettivi di tutela e valorizzazione dell’archivio”, individuando “un percorso comune” per la sua permanenza nella città partenopea.

Erano presenti i rappresentanti del Ministero, della Regione Campania, del Comune di Napoli, di Enel Italia e della Mostra d’Oltremare SpA.

L’archivio, fondato a Napoli il 24 settembre 2008, conserva la memoria storica dell’industria elettrica italiana dalla fine dell’800 ad oggi, tracciando anche lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. Racchiude una documentazione pregiata e vastissima: fotografie, disegni tecnici, libri, riviste specializzate, reperti e filmati tra cui le immagini del Fondo Parisio, della prima illuminazione del Teatro di San Carlo e della festa di Piedigrotta degli anni ’50 e ’60: un patrimonio meta di tanti studiosi e ricercatori.

Nel 1992 la Soprintendenza Archivistica per il Lazio dichiarò la documentazione di “notevole interesse storico”, mentre il Dlgs n.42 del gennaio 2004 afferma che l’archivio è “un Bene Culturale da conservare e valorizzare”.

I rappresentanti delle Istituzioni napoletane, alcuni partiti politici e il Comitato Civico San Giovanni a Teduccio – quartiere che ospita il Bene Culturale – si sono mobilitati affinché l’archivio non venisse sottratto a Napoli privandola di “un pezzo importante della sua memoria storica”.

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, e Nino Daniele, assessore alla Cultura, hanno inviato una nota a Dario Franceschini, ministro del MiBACT e a Maria Luisa Storchi, soprintendente archivistico della Campania, chiedendo di «… verificare la possibilità di apporre un vincolo all’archivio ed impedire che sia trasferito lontano da Napoli.»

L’ufficio stampa dell’Enel ha affermato: «L’individuazione della sede era un discorso aperto e noi siamo stati disponibili ad ascoltare le richieste del territorio.» L’Enel infatti è stata disponibile ad accogliere e valutare le proposte circa nuove possibili sedi, nonché a dare chiarimenti tramite incontri con gli enti territoriali. È anche emersa l’esigenza di digitalizzare tutto il materiale affidandolo temporaneamente ad una società esterna.

L’Enel comunque ha smentito la notizia diffusa da alcuni media che l’azienda avesse intenzione di spostare l’archivio a Roma: «Non abbiamo mai parlato di una destinazione, ma solo della necessità di un trasferimento.» La bufala perciò potrebbe essere stata generata dal fatto che la sede centrale dell’azienda si trovi a Roma. Il bisogno di uno spostamento dell’archivio deriva dalla carenza di spazio e da aspetti riguardanti la gestione della struttura, nonché dall’intento di valorizzarla in un luogo ritenuto più idoneo.

La nuova sede dell’archivio potrebbe essere la Mostra d’Oltremare, ma solo se ritenuta idonea. La questione circa il destino del bene culturale rimane quindi ancora aperta.

Foto di Francesco Emilio Borrelli, per gentile concessione


*Se hai trovato un errore di ortografia, può avvisarci selezionando il testo e premendo Ctrl+Invio.

Comments

comments