Esattamente dieci anni fa la famosa multinazionale statunitense Apple lanciava sul mercato un prodotto destinato a rivoluzionare il mondo delle tecnologie della comunicazione: l’iPhone.

Era infatti il 9 gennaio 2007 quando Steve Jobs, l’ex amministratore delegato dell’omonima azienda scomparso nel 2011, presentò al Macworld Conference & Expo (la fiera annuale dedicata al mondo Apple organizzata dalla testata giornalistica statunitense Macworld) il primo storico modello iphone EDGE, un nuovo telefono cellulare interamente funzionante con schermo multi-touch che entrò in commercio ufficialmente il 29 giugno 2007 negli Stati Uniti e successivamente nel mese di luglio nel resto del mondo.

iPhone-EDGE

Jobs lo aveva definito come un nuovo rivoluzionario strumento tecnologico che fungeva contemporaneamente da telefono cellulare, ipod e computer palmare. Dichiarò d’aver avuto tale idea riflettendo sul fatto che, in un futuro non molto lontano, nessuno più avrebbe comprato un iPod potendo contare su un telefono evoluto per ascoltare musica “perché tutti hanno già un telefono in tasca!” (dotati, oramai già da un po’ di tempo, di fotocamera e lettore multimediale). E infatti nei laboratori della Apple Inc i primi diversi prototipi vennero realizzati partendo dai preesistenti iPod, fino a quando si arrivò al prodotto finale con touch screen.

Sia chiaro il fatto che non è stata la Apple ad inventare lo “smartphone”, ma si può tranquillamente affermare che è stata l’invenzione dell’iphone a “sdoganare” l’uso dello smartphone a livello mondiale!

Infatti, mentre la tecnologia touch screen era già nota nei primi anni Ottanta, il primo vero smartphone è da considerarsi l’IBM Simon, distribuito dalla omonima multinazionale americana nel 1994. Possedeva un  touch screen a cristalli liquidi monocolore che si utilizzava con un “pennino”, aveva una memoria da 1MB e oltre alle varie funzioni di calcolo e di rubrica elettronica, tipiche dei palmari, era il primo telefono cellulare a possedere un gioco istallato: lo Scramle. Ma la proliferazione dei telefoni cellulari a touch screen si fece attendere ancora per un decennio prima d’esser diffusa su larga scala.

IBM_Simon-Smartphone

Successivamente venne alla luce il BlackBerry, forse il primo smartphone “di massa”,  prodotto dalla omonima società canadese RIM (rinominata nel 2013 “BlackBerry Limited”) con sede ad Ontario specializzata nella produzione di dispositivi wireless.

BlackBarry-Classic

I “primordiali” modelli di BlackBerry erano dei cercapersone evoluti che avevano le funzionalità aggiuntive di messaggistica e agenda (come il modello 850), in seguito, con la progressiva conversione a telefoni cellulari veri e propri, vennero realizzati i primi modelli “smart” con collegamento a internet tramite wifi, gestione delle e-mail e lettore multimediale. Ebbe un enorme successo che continuò nel tempo anche dopo l’avvento dell’attuale dispositivo della Apple, ma (soprattutto nel nostro paese) era considerato un prodotto “di nicchia”, utilizzato soprattutto da professionisti per lavoro.

Il primo BlackBerry 850
Il primo BlackBerry 850

Fu invece proprio con il lancio dell’iphone che cominciò a diffondersi la percezione che gli smartphone sarebbero diventati un prodotto di massa alla portata di tutti. Infatti, nonostante il costo oneroso del dispositivo creato da Jobs (partendo dai 499 dollari del primissimo modello EDGE del 2007 fino alle 800/900 euro dell’iphone 6 in occasione del suo lancio), le altre società produttrici di cellulari d’ultima generazione capirono che era il momento di lanciarsi prepotentemente sul mercato per venire in contro alla domanda con una vasta serie di modelli, distinti in diverse fasce di prezzo per venire in contro alle diverse disponibilità economiche degli utenti.

Copertina-02

A favorire questa diffusione fu la nascita del sistema operativo ANDROID, il nuovo sistema operativo mobile universale diffuso dalla multinazionale Google Inc che acquistò un progetto ideato da Andy Rubin, Rich Miner, Nick Sears , e Chris White, ingegneri informatici fondatori della omonima società Android Inc (2003), che venne rilevata dalla multinazionale californiana nel 2005.

Il nuovo sistema operativo mobile appositamente ideato per gli smartphone, che si contrapponeva al sistema operativo iOS di Apple, è un sistema open source (ispirato al sistema Linux) altamente compatibile e personalizzabile che consente di modificare e distribuire liberamente il codice sorgente, caratteristica che per le aziende produttrici si è rivelata la scelta migliore in termini di bassi costi, personalizzazione e leggerezza del sistema operativo stesso, senza dover scrivere un proprio sistema operativo da zero.

HTC Dreame, il primo smartphone con SO Android
HTC Dreame, il primo smartphone con SO Android

Il primo smartphone distribuito sul mercato col sistema Android fu l’HTC Dream lanciato nel 2008 dalla omonima azienda di Taiwan, seguirono poi i vari modelli delle società sud-coreane Samsung (che per molti anni è stata la principale rivale della famosa società della “mela”) e LG, mentre la finlandese NOKIA optò per una scelta differente adottando il nuovo sistema operativo Windows phone appositamente creato dalla Microsoft.

Cominciò così l’era degli smartphone, il nuovo dispositivo mobile dal colorato touch screen da prodotto di nicchia diventò in poco tempo un oggetto immancabile nelle tasche degli utenti di tutto il mondo, così come accadde al suo “antenato” telefono cellulare GSM. E chi non poteva permettersi il rivoluzionario iPhone della Apple poteva comunque contare sulla vasta serie di alternative offerte dalle altre case produttrici che sposarono il progetto Android.

Quasi in contemporanea con la diffusione dei nuovi telefoni “smart” avvenne l’ascesa dei nuovi social network (i vari facebook, twitter, instagram, ecc.) che si guadagnarono subito uno spazio all’interno dei sistemi operativi mobili tramite applicazioni (oggi chiamate “app”) appositamente dedicate.

Da allora siamo tutti perennemente “connessi”, dal principio internet era la finestra interattiva sul mondo, adesso ci portiamo il mondo in tasca. I nostri smartphone, oltre a raccogliere in un unico dispositivo le funzioni di un telefonino, un computer, una fotocamera, lettore MP3 e MP4, navigatore satellitare, sono diventati una sorta di “estensione del nostro sistema sensoriale” (parafrasando una storica citazione del sociologo Marshall McLuhan), che ci permette di essere sempre presenti on-line in qualunque momento della giornata comunicando in tempo reale con chiunque tramite le varie chat disponibili sul sistema operativo mobile. E tramite l’immancabile fotocamera possiamo mostrare in qualunque momento dove siamo, con chi siamo, cosa facciamo e cosa mangiamo, facendo sì che il nostro smartphone diventi, in un certo senso, una vera e propria “scatola nera” della nostra vita privata!

Smartphones

La rivoluzione digitale avviata dall’invenzione di Steve Jobs ha cambiato così radicalmente le nostre abitudini condizionate da questo “stato di connessione perpetua” che provare ad immaginare la vita quotidiana fino a dieci anni fa ci sembra quasi di immaginare un mondo arcaico, molto più lontano nel tempo di quanto possa sembrare.


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