Amianto ad Angri: intervista al sindaco Pasquale Mauri

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di Vincenzo Nocera e Anita Santalucia

Questa settimana torniamo a parlare di amianto su Polis SA Magazine raccontando la vicenda angrese che vede coinvolti il sindaco Pasquale Mauri ed il consigliere di opposizione Cosimo Ferraioli. Siamo andati ad intervistarli per chiarire i passaggi salienti della vicenda che riguardano lo smaltimento dei prefabbricati leggeri costruiti successivamente al terribile terremoto del 1980 che devastò molti comuni della Campania. Dopo circa trent’anni nelle cittadine interessate troviamo ancora questi alloggi che dovevano essere provvisori in origine e che di provvisorio, visti i trent’anni passati, hanno avuto ben poco. Il nocciolo della questione ruota intorno alla rimozione dell’amianto piuttosto che alla bonifica dei siti inquinati dall’amianto. Presentiamo di seguito le dichiarazioni del sindaco Mauri sulla vicenda.

Quali sono i rischi legati alla presenza di amianto ed il livello di pericolosità per gli abitanti delle zone circostanti?
«Per quanto riguarda la pericolosità dell’amianto nei tre siti (fondo Rosa Rosa, fondo Caiazzo, fondo Badia) abbiamo ordinato varie perizie e tutte hanno confermato che non c’erano rischi riscontrabili se non rispetto allo sversamento abusivo da parte di privati di scarti di lavorazione edile con presenza di amianto frantumato e dunque con possibile volatilizzazione del particolato. Abbiamo monitorato con i tecnici dell’ASL il fondo Rosa Rosa e le perizie effettuate ci dicono che problemi di inquinamento legati all’amianto in quella zona sono inesistenti. Inoltre grazie ad uno strumento che monitora la zona durante i lavori è possibile verificare che gli stessi siano eseguiti in sicurezza. L’unica prescrizione dell’ASL riguarda la necessità di avvisare i residenti entro i dieci metri le aree dello smaltimento ma di fatto non vi sono situazioni simili nelle aree perimetrali i lavori. Subito dopo la pulizia della zona e la rimozione dei lastroni vengono fatti dei prelievi per analizzare l’eventuale presenza di residui. Inoltre prima dell’inizio dei lavori le zone da trattare vengono cosparse con una sostanza che previene ed impedisce la volatilizzazione del particolato. Analoghe procedure sono in corso a fondo Badia e verranno espletate su tutti i fondi interessati dallo smaltimento. Nell’arco di un mese anche fondo Badia sarà libera dall’amianto così da avere in breve tempo 2 siti su 3 liberi dalla presenza di amianto

Discorso diverso per i lavori di fondo Caiazzo. Si legge sui quotidiani locali che i lavori sarebbero fermi al momento e da un sopralluogo effettuato la notizia è certamente confermata. Ce ne spiega il motivo?
«I lavori a fondo Caiazzo sono fermi poiché nel piano presentato all’ASL la ditta appaltatrice aveva inserito oltre all’area del fondo, un altro prefabbricato isolato situato in un’altra zona. L’ASL ha richiesto che fossero presentati due diversi progetti e stiamo provvedendo a reinoltrare i documenti con le necessarie correzioni. Il problema sarà risolto nei prossimi giorni.»

Cosa ci può dire rispetto all’utilizzo dei fondi per la rimozione dell’amianto? Dove li avete reperiti ed in che percentuale sono stati ripartiti per le diverse opere?
«Ho individuato un deposito lasciato dai miei predecessori presso la Banca d’Italia di 2 milioni di euro residui della legge 219 destinati alla ricostruzione post terremoto. Questi soldi potevano essere utilizzati anche per lo smaltimento dei prefabbricati o per le scuole. Io ne ho destinati una parte per alcuni lavori nei tre plessi scolastici angresi, la fetta più grossa per i lavori legati all’amianto ed il restante per l’ammodernamento dello stadio comunale.»

Un ulteriore curiosità ci viene dalla destinazione delle aree in discussione. Come pensa di utilizzarle? Che progetti ha per il futuro?
«A fondo Badia, siccome è un area già urbanizzata, costruiremo altri alloggi sociali. A fondo Caiazzo, oltre al parcheggio in fase di realizzazione, un cinema teatro, un campetto di calcetto ed uno di pattinaggio artistico, altre aree di parcheggio libere più due campi di calciotto, uno coperto ed uno scoperto con annesso ristorante-pizzeria che dovrà diventare il punto di ritrovo di queste aree sportive. Il tutto con la modalità del project financing. In più ci sarà l’ampliamento del campo sportivo con l’inserimento di due piste per l’atletica leggera ed il rifacimento del manto erboso e delle tribune spettatori.»

Un ultima domanda. Lei ha parlato indirettamente del suo avversario in campagna elettorale, L’Ing. Ferraioli dicendo che non aveva votato in consiglio comunale il provvedimento per l’utilizzo dei fondi per lo smaltimento dell’amianto. Il punto della questione sta nell’utilizzo di due parole: bonifica e rimozione. Ci spiega nel merito la diatriba?
«All’interno di quei fondi ci sono i lastroni di cemento sui quali poggiavano i prefabbricati. Il progetto originale prevedeva anche la rimozione di quelle piattaforme. Successivamente  abbiamo riflettuto sull’opportunità di mantenerli come base per le successive opere che si sarebbero realizzate su quelle aree. Ad esempio per fondo Rosa Rosa le piattaforme verranno inglobate in una più ampia che sarà utilizzata come area mercatale e fieristica.»

Lei può garantire per la sicurezza di quelle aree visto che si lasceranno residui della condizione precedente in cui era presente l’amianto?
«Le ditte appaltatrici stanno effettuando delle analisi dei lastroni di cemento e successivamente attesteranno che in quelle aree non esiste inquinamento da amianto. Sarà l’ASL a verificare ulteriormente la sicurezza di quelle zone e vi garantisco che potranno giocarci i bambini. Avremo i certificati che attesteranno che non vi sono assolutamente pericoli

Lei continua a glissare sul termine bonifica usato dal suo avversario…
«La bonifica si fa quando un sito è inquinato. Se il sito non è inquinato non c’è bisogno di alcuna bonifica. Se il mio avversario crede che ci siano dei problemi per la sicurezza dei cittadini po’ denunciare la cosa alle autorità competenti come farebbe qualunque buon cittadino. Ferraioli non fa altro che creare allarmismo.»


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