Amianto ad Angri: intervista al consigliere Cosimo Ferraioli

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di Vincenzo Nocera e Anita Santalucia

Dopo l’intervista al sindaco di Angri, Pasquale Mauri, vi proponiamo anche la versione dell’opposizione. Il consigliere d’opposizione Cosimo Ferraioli risponde sulla vicenda:

Per cominciare vorremmo sapere da lei quali sono i rischi legati all’amianto per la salute dei cittadini.
«L’amianto è un materiale utilizzato negli anni 60/70 in edilizia per le sue proprietà ignifughe sotto forma di manufatti di diversa foggia: lastre, serbatoi tubazioni. Il fatto che si presenti in fibre ne ha reso l’utilizzo pericoloso per la salute in quanto le stesse fibre volatilizzandosi ed entrando a contatto con le vie respiratorie causano il mesotelioma pleurico che ha un periodo di incubazione lunghissimo (circa 45 anni) e rendono così difficile anche determinare quando e come si è venuti a contatto con l’agente canceroso. L’amianto è stato eliminato dal mercato negli anni novanta e si punta alla bonifica complessiva dei siti interessati. La pericolosità di questo materiale è determinata dal degrado dello stesso che esposto agli agenti atmosferici si sfibra volatilizzandosi.»

Quali sono i siti interessati sul territorio angrese?
«Una mappatura dei siti inquinati su tutto il territorio sarebbe già dovuta essere effettuata da tempo. Con evidenza sappiamo che l’amianto è presente nei fondi Badia, Caiazzo, Rosa Rosa. Inoltre è presente su molti capannoni industriali che per fortuna negli anni sono stati bonificati

Ci sa dire quale è la differenza tra la rimozione dell’amianto e la bonifica dei siti?
«Non sono certo io a stabilire questa differenza. Già nei termini ci rendiamo conto che stiamo parlando di due operazioni diverse. La rimozione consiste nel prelievo e nel confinamento in discarica delle lastre. La bonifica è certamente un processo diverso che tende a rimuovere l’inquinante dall’ambiente nel quale è stato depositato. Facendo riferimento ai prefabbricati l’azione di bonifica andrebbe ad interessare i lastroni di cemento sui quali i prefabbricati poggiano, l’asfalto circostante, le fogne, i sottoservizi ed il successivo ripristino delle condizioni delle aree come se l’amianto non fosse mai stato presente. E’ necessario dunque effettuare misurazioni della presenza dell’agente inquinante prima durante e dopo i lavori di bonifica.»

Parliamo di costi adesso. È evidente che la rimozione ha un costo inferiore rispetto alla bonifica. Lei che è stato al centro della diatriba con il sindaco uscente rispetto alla destinazione dei fondi destinati al problema cosa ci può dire  a riguardo?
«Questa stessa amministrazione ha preparato un progetto da 1.750.000 euro per la bonifica dei siti. Successivamente cambiando idea ne ha destinati per l’intervento solo 600.000 limitandosi così alla rimozione.»

Il sindaco Mauri ci ha assicurato che i siti, successivamente ai lavori che si stanno effettuando in questo periodo saranno completamente sicuri ed assolutamente non a rischi per i cittadini.
«Il sindaco non è certo un esperto nella rimozione dell’amianto. Mauri non parla mai di bonifica ma solo di rimozione e non fa che ammettere dunque implicitamente che tutto ciò che le sto dicendo è vero.

Non può negare invece di aver scelto deliberatamente di finanziare un progetto da 600.000 euro a fronte di uno di importo superiore anteponendo il rifacimento dei marciapiede di Viale Europa ad un intervento di bonifica integrale dell’amianto»

L’ultima domanda riguarda il futuro ed è programmatica rispetto a come utilizzerà le aree nel caso venisse eletto sindaco di angri.
«Una di queste, Fondo caiazzo, è oggetto di un concorso di idee per la realizzazione di un parco urbano. Nel caso venissi eletto verrebbe sicuramente realizzato. Il concorso è aperto a tutti gli angresi ed ha lo scopo di raccogliere proposte finalizzate alla realizzazione di un grande parco urbani. Fondo Badia verrà utilizzato per la realizzazione di alloggi sociali che questa amministrazione aveva in progetto ma non ha mai realizzato. Stesso discorso per fondo Rosa Rosa che dove verranno realizzati alloggi di natura temporanea per le famiglie in difficoltà


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