American Assassin: film di azione o fantascienza?

La foto in copertina è presa da www.mymovies.it

Un film che preannuncia una serie?

Il film è tratto dal romanzo L’assassino americano (American Assassin) di Vince Flynn (dovrebbe essere il primo di una serie, non l’ho letto) e racconta la storia di un ragazzo a cui viene uccisa la fidanzata in vacanza, durante un attacco terroristico da parte di fondamentalisti islamici . I sicari sono Arabi.

Fonte: www.mymovies.it

In un anno e mezzo il ragazzo diventa un esperto di lingua e cultura araba e riesce a infiltrarsi tra i cattivi dove c’e anche l’assassino della ragazza. Purtroppo la CIA uccide tutti e rende impossibile la vendetta. Il ragazzo viene quindi reclutato dall’agenzia governativa e addestrato da un Michael Keaton supercazzuto. Si scopre poi che i cattivi vogliono costruire una bomba nucleare da far esplodere a Roma: riuscirà il nostro New Rambo a salvare la situazione?

Sorpresa: quanto sei bella Roma

Non mi aspettavo molto da questo film se non botte ed esplosioni, ma il regista e gli sceneggiatori mi hanno sorpreso quando hanno fatto diventare il film un lungometraggio di fantascienza. Quando? Beh nella classica scena di inseguimento mozzafiato, ambientata indovinate dove? Al centro di Roma!!!!

Chi ci abita e conosce i problemi del traffico e delle macchine in quarta fila, capisce subito il paradosso. È sempre bello vedere il nostro bel paese immortalato nei film stranieri, anche se come luogo di attentato è un po’ inquietante – spero che i terroristi veri non lo prendano come un invito.

La trasformazione del protagonista da quasi sposino a Terminator in un anno e mezzo è una delle tante americanate che, se fatte da Schwarzenegger o Stallone hanno il loro perché,  in questa pellicola non fanno lo stesso effetto. Non so se è una licenza del regista/sceneggiatore o una mancanza dell’autore del libro, ma il protagonista è presentato in modo che il pubblico non provi empatia con lui, anzi a me sta un po’ antipatico. Provo più compassione quando muore Bruno Bilotta,  che qui interpreta il contatto romano dei terroristi. Non ha una gran parte, anzi è poco più di una comparsa, difatti non ho trovato il suo nome in quasi nessuno degli articoli presenti online sul cast. Per quest’ultimo motivo e per valorizzare i nostri attori italiani in film statunitensi gli dedico queste poche righe.

È un film da vedere come seconda scelta e se vi piace il genere, con amici o partner poco sensibili (c’è infatti una scena di tortura non consigliata per chi si impressiona facilmente)

I Razzie Awards

Questa volta non voglio premiare i migliori, ma voglio conferire i Razzie Award (i premi per i peggiori, per chi non li conosce, assegnato dal Golden Raspberry Awards). Ecco la classifica

Fonte: www.mymovies.it
  1. Dylan O’Brien: anche se è molto bravo nelle scene d’azione, il protagonista mi sembra “troppo pulito”, non mi da l’aria da duro. La monoespressione inoltre non gli permette nemmeno di far emergere l’evoluzione del suo personaggio dopo l’uccisione della moglie;
  2. Michael Keaton: poco credibile, è sempre un bravissimo attore, ma nella parte dell’istruttore militare indistruttibile non ce lo vedo. E’ sicuramente al top della forma, considerando che ha 66 anni, ma non mi da la stessa emozione di un Chuck Norris o di uno Stallone. La critica non è per la sua recitazione, ma per la scelta di chi lo ha messo a interpretare questo ruolo;
  3. Bruno Billotta: purtroppo, come dicevo, non c’è tanto spazio per i nostri attori nei film statunitensi, anzi molto spesso sono ridotti a comparse. Per questo motivo le poche apparizioni sono preziose per dare il massimo. Purtroppo devo dire che non mi è piaciuto nulla della sua interpretazione, neanche l’autodoppiaggio.

Spero che, se si vorrà investire nei successivi film della serie, il regista dedichi più tempo a definire la struttura dei personaggi e alla loro evoluzione (ovviamente libro permettendo – ripeto che non l’ho letto).


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