Alla fine, arriva Fico. Il M5S genera dall’interno la sua stessa opposizione

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Il nuovo governo giallo-blu (per chi non lo sapesse, la Lega, oltre ad aver rimosso il “Nord” dal suo nome, ha anche cambiato i suoi colori per abbracciare un più vasto orizzonte nazionale, come dimostra anche il raduno di Pontida) si è contraddistinto nei suoi primi giorni di vita per una linea dura nei confronti degli sbarchi e delle Ong.

C’è tanta confusione sulla posizione politica adottata dal Movimento 5 Stelle in tema di immigrazione, soprattutto se confrontata con la netta presa di posizione dei “compagni” di governo.
In occasione delle elezioni del 4 marzo, il M5S proponeva nel suo programma il punto “STOP al Business dell’Immigrazione”:
  • rimpatri immediati per gli irregolari;
  • 10mila nuove assunzioni nelle commissioni territoriali per valutare in un mese come negli altri paesi europei, se un migrante a restare in Italia oppure no.
Come si evince, non si parla di porti chiusi.
La Lega, dall’altro lato, in coalizione con il centro-destra unito, proponeva nel suo programma ben tre pagine dedicate al tema dell’immigrazione, spaziando dai rimpatri alla protezione internazionale, dai reati di immigrazione irregolare al permesso di soggiorno, concludendo con una serie di punti dedicati al “Rapporto con l’Islam”. A differenza dei primi, la Lega aveva già inserito nel suo programma un punto dedicato agli sbarchi e alle Ong, in cui si legge: Diniego allo sbarco per le ONG che si pongono ai margini del mare territoriale libico per procurato allarme su naufragio autoindotto e che prelude allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Divieto comunque di sbarco dalle navi ONG per i passeggeri che non sono muniti di documenti identificativi.”
Il Presidente del Consiglio Conte, qualche giorno fa si è recato ai tavoli di contrattazione e ha raggiunto un accordo con gli altri paesi europei. L’accordo, frutto dell’intesa tra gli Stati nel corso del vertice Ue sull’immigrazione, prevede la creazione di centri di accoglienza in altri paesi Ue, ma soltanto su base volontaria. Il Presidente del Consiglio ha affrontato in maniera “poco politica” la questione; così raccontano i retroscena pubblicati da alcune testate internazionali come TheGuardian, Politico e Financial Times (riportati da l’Espresso): il suo “approccio legale” non ha a che fare con la politica, a quella ci pensano i suoi vice. Dopo le aspre critiche nei confronti del premierato a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, non avremmo mai pensato che ci saremmo ritrovati dinanzi ad un assetto politico guidato dal Ministro degli Interni.
La convergenza sui temi, tuttavia, non pare essere così ferrata. Alla sinistra il M5S non lascia più neanche le armi dell’opposizione: nel laboratorio politico italiano, il governo riesce a generale dalle sue stesse interiora il dissenso.
Il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha recentemente dichiarato, come riportato da Ansa: “Io i porti non li chiuderei […] Come terza carica dello Stato – ha evidenziato – dico che bisogna essere solidale con chi emigra, che sono storie drammatiche che toccano il cuore. Tocca all’Europa farsi carico di quest’emergenza, non solo all’Italia, e bisogna tirare fuori gli estremismi perché la solidarietà si fa insieme. Se questo è un approdo, deve essere un approdo europeo”.
E sulle Ong ha aggiunto: Quando si parla di ongha spiegato ancora Fico bisogna capire cosa si vuole intendere. Fanno un lavoro straordinario. L’inchiesta di Palermo archiviata, l’inchiesta di Catania da un anno non cava un ragno dal buco. Quindi bisogna capire bene di chi si parla e chi le finanzia, se no si fa cattiva informazione. Le ong nel Mediterraneo hanno salvato i migranti.[…] Le ong che hanno lavorato qui a Pozzallo– ha concluso – hanno fatto lavoro straordinario, me lo hanno confermato il questore, il sindaco e la prefettura“.
La risposta di Salvini è arrivata dopo poche ore: Divergenze? Non siamo in una caserma, è giusto che ognuno esprima le proprie idee – ha risposto Salvini visitando i militanti a Pontida alla vigilia del raduno del partito -. Poi i ministri fanno i ministri. E quindi le scelte sono quelle che gli italiani stanno toccando con mano da quasi un mese“.
Il capo politico Di Maio ha sentenziato:Il governo è compatto sulla linea in tema di immigrazione. Nessuno ha mai chiuso i porti, abbiamo chiuso alle ong che non rispettano le regole. Quelle di Fico sono dichiarazioni del presidente della Camera. Le rispettiamo, ma non è la linea del governo – si apprende che il Presidente della Camera, in quota gialla, non è in linea con il governo, dovendo fare un sillogismo.
Idee personali? Non è d’accordo la senatrice Paola Nugnes: La penso esattamente come il presidente Fico, del quale ho prontamente condiviso il post. Qui parliamo di diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, rispetto ai quali non si possono accettare forzature“.
Questo è quello che succede quando si crede che la destra e la sinistra non esistano più. Quando il movimento populista per eccellenza, che fa della post-ideologia il suo cavallo di battaglia, cede alle avance di una forza politicamente schierata, la sua base vacilla. Di Maio è inciampato proprio qui: l’orizzonte politico ben definito di Salvini ha inghiottito lo sfocato cambiamento a cui aspiravano i grillini. Persino il raggiungimento di uno degli obiettivi principali del Movimento 5 Stelle non ha avuto la stessa eco di una banale dichiarazione di Salvini (per esempio, il sadico tweet con annessa foto scattata a Venezia).


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