di Ezio Attanasio (*)

Sono un agronomo ed ho iniziato a lavorare nel comparto dell’agro-industria come dirigente di un grande consorzio di cooperative, dal 1966 al 2005, quando ho dovuto lasciare per motivi di salute. Ho pensato allora di utilizzare le mie conoscenze, maturate in tanti anni di lavoro, per dedicarmi all’analisi del settore conserviero.
Le mie ricerche partono dalle origini, spinto anche dalla curiosità di sapere quale fosse stato il primo vero impianto di conserve di pomodoro in Italia. Ho letto con molta attenzione l’ottimo libro sulla Cirio, (<<All’origine del “made in Italy” : i primi 150 anni della Cirio>>, 2006) scritto dal giornalista Nicola Dante Basile. L’ho trovato estremamente interessante ma avvertivo che qualcosa mancava, gli elementi probatori sulle date. Infatti, in merito al primo stabilimento Cirio, si parla di “fonti, ipotesi, interviste” e si afferma testualmente “la ricerca documentale disponibile non permette di ricostruire con precisione l’esatta località dove è sorto il primo stabilimento Cirio”. Ed allora ho girato, ho parlato con tante persone, ho effettuato ricerche storiche presso archivi e ministeri, ed ecco che scopro una novità molto interessante.
Il primo vero stabilimento conserviero per il pomodoro è stato realizzato a Napoli dalla Polenghi -Lombardo nelle persone dei fratelli Pietro e Paolo, i quali costruiscono già nel 1870 una pioneristica industria del latte, prima a S. Fiorano (LO), poi nella vicina Codogno, con impianti industriali d’avanguardia.
Nel 1879 aprono una casa commerciale a Londra con vari empori e per seguirne l’attività, Paolo Polenghi si trasferisce nella capitale britannica dove rimane dal 1881 al 1915 ed arriva a rivestire la carica di presidente della Camera di Commercio italiana a Londra. Stando nel Regno Unito fonda due società “The Continental Fruit Packing Co. Ltd” e “The St.Erasmo export preserving Co.”. Per queste vengono costruiti due stabilimenti nell’Italia Meridionale, all’epoca principale bacino produttivo del pomodoro, di cui uno a Napoli ed un altro a Pagani. A Napoli viene realizzato uno stabilimento di oltre 15.000 mq nel 1896 -1899 denominato “The St. Erasmo export preserving Co.” con sede in San Giovanni a Teduccio a via Delle Brecce 67.
Il marchio commerciale era “Tarantella Brand”, e fu registrato al Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio alle 17.30 del 14 luglio del 1900 a nome della Continental Fruit Packing Company limited – Londra. Sull’attestato di trascrizione è annotato “questo marchio è già legalmente usato in Inghilterra”.
Fu dunque nel 1900 ad essere commercializzato il pomodoro italiano in scatola e prodotto, primo e prevalente, sul mercato inglese. Nello stesso anno moriva, sommerso dai debiti per i notevoli investimenti effettuati in agricoltura, l’altro grande pionere dell’agro-industria Francesco Cirio.cirio
Successivamente, nel 1901, i Polenghi impiantarono a Lodi la fabbrica di caseina, prima in Italia, e nel 1904 introdussero, sempre per la prima volta in Italia, la fabbricazione della polvere di latte.
Al suo apice commerciale, l’azienda Polenghi – Lombardo ebbe un fatturato enorme ed esportava in Europa, Africa, Australia ed Asia. Del grande impero agroindustriale italiano rimane oggi solo una lucidissima vecchietta Paolaemilia Botturi Polenghi che abita a Codogno, sola in una palazzina popolare.
Per completare il quadro degli albori dell’industria conserviera, voglio citare il primo scatolificio sorto in Italia. Era l’anno 1890 ed il 4 febbraio Luigi Origoni di Bovisa (Milano) realizzò il primo scatolificio di banda stagnata, trasferendo nel nostro paese la innovativa esperienza dell’inglese Peter Durant.
Intanto muovevano i primi passi anche i conservieri nel parmense, dal concentrato nero a pani ottenuto a mano in piccole aziende artigianali, ai fratelli Ettore e Ferruccio Pezziol che realizzano il primo conservificio industriale con boules sottovuoto riscaldate a vapore per produrre il doppio concentrato, confezionato in scatole metalliche. Correva l’anno 1902.

Con questo mio scritto non pretendo di conoscere la verità assoluta, anzi da buon ricercatore e revisionista, sono aperto al confronto ed anche ad eventuali smentite, purchè motivate con validi documenti probatori.

(*) Agronomo e bonsaista


*Se hai trovato un errore di ortografia, può avvisarci selezionando il testo e premendo Ctrl+Invio.

Comments

comments