Nel corso di questa 48° edizione del Giffoni Experience si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto promosso dalla Fondazione Cariplo, in collaborazione con il Giffoni Film Festival.

Il Festival, oltre ad essere un momento di incontro e di scambio per storie e culture diverse, è l’esempio di come si possa puntare sulle potenzialità del proprio territorio. Il genio visionario di Claudio Gubitosi è riuscito ad ancorare alle valli resilienti dei picentini un progetto che, anno dopo anno, sfida le difficoltà del Mezzogiorno: basta partecipare anche per un solo giorno alle attività proposte per rendersi conto che il Festival del Cinema per Ragazzi è il palcoscenico del mondo nel suo periodo di svolgimento, anche per la sua capacità di sollecitare “cose che poi diventano beni comuni” – ha detto il Direttore, riferendosi alla proposta di implementazione di una metropolitana leggera che permetta l’incontro e lo scambio dove, oggi, non è possibile.

Tra gli ospiti spiccano le rappresentanze politiche, divi di Hollywood e le menti più creative del panorama nazionale. Centinaia di giovani si ritrovano a Giffoni Valle Piana per vivere un’esperienza senza precedenti. Quando fu chiesto a Gubitosi di trasferire il Festival a Los Angeles, la risposta fu: “Quelle sono le mie montagne”.

La geografia delle aree interne vive da diverso tempo il problema dell’abbandono dei territori, di uno sradicamento non voluto. La periferia, per chi resta, diventa il fulcro di un’identità locale intesa come forza. Giffoni Valle Piana non è diventata una città grazie al Festival: è un paese che incontra altri paesi e sfrutta le sue potenzialità. Ciò ha spinto Gubitosi a ricercare in Bentonville, una cittadina non distante da Atlanta, un luogo dove esportare il suo marchio di fabbrica: il 2019 inaugurerà la Giffoni Opportunity oltreoceano.

Sergio Urbani, segretario generale della Fondazione Cariplo, coglie l’opportunità per presentare l’istituzione filantropica italiana come un laboratorio per esperimenti. Il tema della periferia ha ispirato un percorso che sperimenta come una comunità possa riscoprirsi, recuperare la propria identità e centralità emotiva. Un progetto che ha coinvolto circa 300 ragazzi e 8 scuole. Il bando “Attivare” ha messo a disposizione dell’interesse pubblico circa 10milioni di euro: “comunità” è stata la parola d’ordine, alla ricerca di singoli e di talenti.

La dottoressa Garibaldi ha parlato delle aree interne marginali, zone su cui bisogna “puntare come è avvenuto a Giffoni”. Contrariamente rispetto al passato, ci sono talenti che vogliono rimanere fuori dal centro. I giovani sono la risorsa che deve rimanere dove è nata e a questi ultimi vanno offerti gli strumenti per fa sì che questo possa essere possibile, a partire dalle competenze digitali.

Nell’intervento della dottoressa Jachia è emerso il tema dell’imprenditorialità: puntare sul settore turistico e sul settore agricolo diventa un’opportunità per fare ricerca, per sperimentare nuove modalità di coltivazione e mettere in pratica possibilità di concretezza.

Le due testimonianze accorse hanno chiarito il quadro. Fabrizio Veronesi, in rappresentanza della comunità montana che conta circa 200mila abitanti nella provincia di Brescia. In un luogo soggetto ad abbandono e deperimento, l’intuizione è stata quella di unirsi per candidarsi insieme. Sono state presentate 30 azioni: piste ciclabili, banda larga, digitalizzazione burocratica, impulso al sentimento di appartenenza, comunità, riqualificazione dell’archeologia industriale. Raffaella Piazzali, in rappresentanza dell’area interna lombarda, racconta del progetto di promozione di un dialogo tra territorio e giovani. Là dove regnava spopolamento e abbandono, il progetto ha permesso la messa in campo di 25 azioni, tra cui: biodiversità, formazione, integrazione dei migranti. Ascoltare le competenze dei giovani. 120 ragazzi coinvolti, 7 istituti comprensivi.

Giffoni Experience è quel momento in cui Milano è onorata di prendere parte ad un’iniziativa che si svolge a Giffoni Valle Piana” – ha concluso Claudio Gubitosi.


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