Tradizioni napoletane, i 40 anni di Sirica

Sabatino Sirica a 74 anni guarda al futuro con ottimismo e ambizione, intanto festeggia i 40 anni della sua pasticceria di San Giorgio a Cremano

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di Francesco Paciello

Quando qualcuno, per dirti che sei tenero, ti paragona al maestro indiscusso della Pasticceria Tradizionale Napoletana hai due certezze: che sei stato bravo ad esprimere il meglio di te e che Sabatino Sirica è ormai una leggenda vivente.

Ieri a San Giorgio a Cremano, per celebrare i 40 anni della pasticceria Sirica erano in tanti. Semplici clienti, parenti, amici, il sindaco Giorgio Zinno e qualche calciatore del Calcio Napoli: praticamente un evento.

A Sabatino mi lega da anni una profonda stima umana e professionale, trovo che la sua arte pasticceria rappresenti un raro esempio di rigoroso talento.

La sua, in realtà, è una vicenda professionale lunga 62 anni e lui me la racconta: «Ai miei tempi, dopo la quinta elementare, si cercava subito lavoro ed io così ho fatto. A 12 anni mi sono presentato da don Salvatore Gallozza – a Barra – che mi ha inserito nel suo laboratorio, a 16 ho provato a fare il salto di qualità proponendomi a Sgambati – mi chiamavano il cucciolo – dove ho imparato tanto, molto del mio mestiere.»

San Giorgio lo celebra in pompa magna, perché il Cavaliere del Lavoro Sabatino Sirica è molto apprezzato e conosciuto tanto da diventarne un’istituzione.

Lo Staff Sirica al completo
Lo Staff Sirica al completo

Gli chiedo: Ma il sindaco Zinno lo sa che sei di Barra?” e lui, senza esitare: «Non rinnego le mie origini ma a San Giorgio ho raccolto quanto ho seminato e dopo 40 anni amo sentirmi  sangiorgese.»

Sabatino Sirica ha un palmares professionale che farebbe invidia a chiunque: Pasticciere Ufficiale del Calcio Napoli, Presidente dell’Associazione Pasticcieri Napoletani, collabora con il Gambero RossoCircolo Canottieri Napoli, con la RAI a UNO Mattina, Il Processo del Lunedì e Ti Lascio una Canzone.sirica

Molti ruoli importanti che hanno esaltato il suo curriculum professionale, ma  l’esperienza a cui è più legato e quella di divulgatore «quando vado in giro non insegno, trasmetto. Non c’è nulla che mi dia maggiore soddisfazione che trasferire le mie competenze, la vivo come una missione importante. Oggi i giovani sono tecnicamente molto più preparati di come lo eravamo noi. L’artigianato di pasticceria si nutre sia di talenti che di competenze ed io cerco di condividere le mie conoscenze e la mia passione.»

E mentre lo dice si commuove.


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