2018 GLI INSETTI INVADERANNO I MERCATI ITALIANI

Dal 1 gennaio 2018 entrerà in vigore il regolamento UE sui Novel Food approvato il 25 novembre 2015.

Il regolamento in questione indica come Novel Food “qualunque alimento non utilizzato in misura significativa per il consumo umano nell’Unione prima del 15 maggio 1997, a prescindere dalla data di adesione all’Unione degli Stati membri” che abbia:

una struttura molecolare nuova o volutamente modificata; che sia costituito, isolato o prodotto da microorganismi, funghi, alghe; o da materiali di origine minerale; o da piante o parti di piante; o da animali o parti di animali; o da colture cellulari; che risulti da un nuovo processo di produzione che comporti cambiamenti sui valori nutrizionali, sul metabolismo, sul tenore delle sostanze indesiderabili; che sia costituito da nanomateriali ingegnerizzati; le vitamine e i minerali; gli alimenti utilizzati esclusivamente in integratori alimentari se destinati a uso diverso. Rimangono fuori dall’elenco gli alimenti OGM, gli enzimi alimentari (Reg. CE n 1332/2008), gli additivi alimentati (Reg. CE 1333/2008), gli aromi alimentari (Reg. CE 1334/2008). I Novel Food entreranno in uno speciale Elenco che potrà essere aggiornato con ulteriori alimenti previa autorizzazione: infatti ogni nuovo alimento dovrà essere esaminato per garantire il consumatore della sua innocuità. La Commissione Europea con l’istituzione dell’Elenco Novel Food vuole assicurare un elevato livello di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori.

Fonte: gazzetta.it

Una forte sostenitrice del suddetto Regolamento è la FAO, Food and Agricolture Organization of the United Nations, che ricorda come la entomofagia, cioè il consumo degli insetti da parte dell’uomo, integra l’alimentazione di circa due miliardi di persone soprattutto in Asia, Africa e alcuni Paesi del Sud America. Questa presa di posizione deriva dalla consapevolezza dell’Organizzazione che il nostro pianeta non riesce più a sostenere la richiesta di proteine animali e tutto quello che ne deriva. L’aumento della domanda di carne comporta deforestazione per far spazio all’allevamento degli animali e per la coltivazione del foraggio, aumento dei gas serra derivanti soprattutto dai bovini, inquinamento dei terreni e delle acque; tutto questo non è più sostenibile considerando soprattutto che nel 2030 si dovranno nutrire 9 miliardi di persone. Gli insetti possono essere un’ottima alternativa: occorre poco spazio per allevarli, hanno un ciclo riproduttivo e di crescita molto veloce, vivono ovunque, possono essere nutriti con gli scarti alimentari e un loro allevamento per trasformarli in cibo avrebbe un basso impatto ambientale. Per di più sono un’ottima fonte di proteine nobili, grassi e minerali. I vantaggi di questo alimento, secondo la FAO, sarebbero i seguenti:

  • Gli insetti possono essere allevati in aziende apposite, ma possono essere raccolti anche in natura. La raccolta e la strumentazione di base per l’allevamento richiedono tecniche semplici e un investimento di capitale minimale. Questo comporta che anche le persone più povere possano entrare in un commercio redditizio e quindi si potrebbe avere una filiera produttiva che comprenda economie sviluppate, in transizione e in via di sviluppo.
  • Gli insetti possono essere consumati come prodotti alimentari, ma anche come mangimi per gli animali semplificando di molte le cose

I vantaggi per la FAO sarebbero anche per la salute:

  • È accertato che le proteine degli insetti sono di alta qualità proprio come quelle fornite da carne e pesce
  • Gli insetti forniscono un basso rischio di trasmissione di zoonosi, cioè di malattie trasmesse dagli animali all’uomo, come l’aviaria e la malattia della mucca pazza.

E infine ci sarebbero importanti vantaggi ambientali:

  • Per ogni chilo di carne animale, ad esempio di bovino, abbiamo bisogno di 8 chili di mangime, mentre per un chilo di insetti bastano 2 chili di mangime
  • La produzione di gas serra come precedentemente accennato è notevolmente più bassa
  • Gli insetti non hanno bisogno di particolari e vasti terreni, possono essere allevati nei rifiuti organici e hanno necessità di poca acqua.
Fonte: ilfattoalimentare.it

Nonostante tutti i vantaggi elencati dalla FAO e sostenuti dalla CE, da un’intervista fatta dalla Coldiretti sembrerebbe che questa introduzione non piaccia al 54% degli italiani che considerano gli insetti come estranei alla nostra cultura, favorevoli solo il 16%, il rimanente o non risponde o ne è indifferente.

Nonostante questo numero negativo, i fratelli Cadamuro, Mirko e Fabio, hanno organizzato presso il loro locale “0434” sito in Pordenone, una cena che prevedeva come alimento principale appunto gli insetti. 150 persone hanno accolto l’invito dei due fratelli e hanno provato i piatti che, tra tradizione friulana e nuovi ingredienti, hanno allietato gli ospiti. Il loro azzardo è stato ben ripagato tanto che prevedono di organizzare altre serate a tema. Nel loro menù erano compresi anche alcuni tipi di ragni e scorpioni che pur non facendo parte tecnicamente della famiglia degli insetti, ne vengono in queste occasioni affiancati. Gli insetti utilizzati per l’occasione erano tutti made in Italy e precisamente a Pordenone in Veneto, dove i gemelli Bozaotra hanno creato la prima azienda italiana produttrice di insetti e derivati: curiosando nel loro sito si nota subito che l’azienda offre molti prodotti come farine, barrette proteiche, insetti in lattina e una parte della loro pagina è dedicata alle ricette per accompagnare gli avventurieri in questo nuovo percorso.

Ma né i fratelli Cadamuro né i gemelli Bozaotra sono soli in questa impresa: Roberto Cavasin, Food Blogger che da alcuni mesi sperimenta l’abbinamento cucina classica con Novel Food, ha creato proprio quest’anno il primo pandoro fatto con la farina dei bachi da seta e che con il suo canale Master Bug mette in atto molte ricette con insetti, come pizza margherita, dolci, polpette, panzerotti etc.

Alcuni italiani potrebbero non ritenere proprio come estraneo alla nostra cultura l’utilizzo degli insetti: infatti possiamo ricordare il formaggio saltarello della zona di Udine, furmai nis di Piacenza ed il casu marzu proveniente dalla Sardegna, nei quali le larve di mosca nascono e si nutrono. Altro esempio è il colorante E 120, E 122 che è ricavato dalla cocciniglia, insetto della famiglia coccoidea, utilizzato ampiamente dall’industria alimentare.

Il cibo del futuro tra pochi giorni si troverà negli scaffali dei nostri supermercati e vedremo se piano piano quel 16% di favorevoli aumenterà o meno.

 

L’immagine di copertina è presa da GdS.it


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